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Bastoni InterGetty Images

Bastoni carica l’Inter: “Abbiamo gli attributi. Non so difendere? In Italia c’è tanta invidia”

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Forza e tanta consapevolezza: l’arma in più dell’Inter di Simone Inzaghi in questo finale di stagione potrebbe essere proprio questa. Tra campionato e coppe i risultati spingono tutti in questa direzione.

Eliminare il Bayern Monaco ai quarti di finale di Champions, d’altronde, non può fare altro che aumentare la stima e la fiducia all’interno di un gruppo ancora in corsa su tutti gli obiettivi.

Un gruppo che ha tra i suoi leader Alessandro Bastoni: in un’intervista rilasciata a ‘La Gazzetta dello Sport’ il difensore nerazzurro ha parlato dei grandi risultati ottenuti fino a questo momento insieme ai suoi compagni e ha risposto in maniera diretta alle critiche personali ricevute.

  • “ABBIAMO TANTA FIDUCIA IN NOI STESSI”

    Bastoni inizia subito rimarcando una delle qualità del gruppo nerazzurro: “Attributi? Sì, ce li abbiamo. Ma, soprattutto, noi siamo quelli che più crediamo in noi stessi. Al di là della percezione dell'Inter là fuori, qui dentro abbiamo tanta fiducia in noi stessi: sappiamo che, presi singolarmente, forse non siamo i migliori, ma che tutti insieme possiamo dar fastidio a chiunque. A livello individuale siamo inferiori alle altre tre semifinaliste, ma di squadra possiamo batterle tutte. E questo vale anche al contrario: se smettiamo di lavorare collettivamente, rischiamo di affondare sempre".

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  • “VOGLIAMO RISCATTARE ISTANBUL”

    Superato il Bayern Monaco, l’Inter in semifinale affronterà il Barcellona. L’ultimo scoglio tra i nerazzurri e la finale di Champions.

    “Le nostre carriere non sono infinite e chissà quante altre volte ci ricapiterà di giocare una semifinale di Champions. È un'occasione che va colta, vogliamo rivivere le emozioni di Istanbul, però stavolta stando dall'altro lato. Faremo di tutto perché questo si avveri”, ha proseguito Bastoni, ricordando la finale persa contro il Manchester City nel 2023.

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  • LE ANALOGIE CON L’INTER DEL TRIPLETE

    “Non è scontato essere già arrivati qua, tra le prime quattro. Sta un po' passando questo concetto e, invece no: non capita spesso a un'italiana di riuscirci, ma noi lavoriamo da quattro anni, ininterrottamente. Venti giorni di riposo in estate non sono certo una vacanza. Potenzialmente, potremmo arrivare secondi in tutte e tre le competizioni. Una stagione a queste altezze non può essere considerata deludente, anche guardando alle squadre che hanno speso tantissimo. Senza coppe, però, lo ammetto, un po' di amaro in bocca rimarrebbe ”, le parole del difensore dell’Inter.

    Che ha poi rimarcato le analogie tra questa squadra e quella che nel 2010 conquistò il Triplete. “Ci accomuna sempre la voglia di soffrire. Mi ricordo Samuel Eto'o quando tornava come un terzino, adesso quel lavoro lo fanno Lautaro e Thuram. Abbiamo la stessa capacità di restare uniti nelle difficoltà, di far male quando è il momento, di capire le tante partite all'interno di una stessa partita".

  • “NON SO MARCARE? GIUDIZIO MOLTO ITALIANO”

    Bastoni è poi entrato in scivolata in merito ad alcune critiche personali ricevute. “Io poco bravo in marcatura? Questo è un giudizio molto italiano, qui c'è molta invidia, specialmente quando si parla di giocatori ‘nostri’. Poi io guardo tantissime partite estere e noto che tanti definiti dei mostri in marcatura fanno più errori di me. Il discorso poteva essere giusto due o tre anni fa, quando certe mie lacune erano evidenti, però ci ho lavorato e sono migliorato: oggi quella definizione non mi appartiene più”.

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  • “SONO CRESCIUTO MENTALMENTE”

    Ma come è cresciuto Bastoni? “Sono migliorato vedendo al video ciò che sbagliavo, ma soprattutto nella testa. Era un problema mentale, spesso perdevo la concentrazione, non riuscivo a stare sul pezzo e determinato per 90'. La dote che mi rende "diverso" resta sempre la capacità di creare gioco offensivamente: non so come sarà il difensore del futuro, ma sono orgoglioso di essere stato uno dei primi a cambiare il ruolo”, ha concluso.

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