L'Italia non riesce a dare continuità al blitz operato in Albania: in Austria va in scena la versione peggiore dei campioni d'Europa in carica, troppo molli e presi d'assalto dalla fluidità della manovra del 'Das Team'. Un brutto modo per congedarsi da un 2022 da dimenticare sotto ogni aspetto.
Il calcio champagne - e un filino spregiudicato - di Rangnick mette alle strette fin dalle prime battute la truppa azzurra, sorpresa dalla straordinaria velocità delle trame orchestrate da Arnautovic e compagni, fin troppo a loro agio nel penetrare con bruciante puntualità all'interno della fragile difesa avversaria. L'Austria sprinta e trova spazi soprattutto dalle parti di Di Lorenzo, in evidente difficoltà nei tempi delle chiusure e poco aiutato da Gatti, anch'egli messo a dura prova dalla velocità di pensiero e di gambe dei padroni di casa.
Il vantaggio firmato Schlager è solo una logica conseguenza del dominio austriaco, legittimato anche dal palo colpito da Adamu dopo uno svarione di Acerbi. Italia incapace di reagire e punita addirittura col raddoppio ad opera di Alaba: non benissimo Donnarumma, poi decisivo con la punta delle dita sul tiro dalla lunga distanza di Sabitzer. Per la prima conclusione verso lo specchio della porta di Lindner bisogna attendere fino al 42': protagonista Politano, stoppato in calcio d'angolo dall'estremo difensore.
L'Italia rischia di capitolare ancora in avvio di ripresa: stavolta è più che attento Donnarumma, prima sul mancino di Arnautovic e poi, d'istinto, sull'incornata a botta sicura del bolognese Posch. Non va meglio a Raspadori dopo un rimpallo fortunoso con Alaba: Lindner si oppone con l'esterno del piede sinistro ad un goal già fatto. Si fa vedere anche Chiesa: il suo rigore in movimento termina alto. Al 90' si realizza il sogno di Miretti, all'esordio assoluto in Nazionale maggiore.
