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Arsenal a caccia della Premier League: idee, panchina lunga e fiducia dopo aver battuto Guardiola

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Quando i papiri di elogio per Guardiola erano già stati scritti, in virtù del doppio cambio Palmer-De Bruyne che ha portato al vantaggio City (goal del primo, alla Del Piero, e assist del secondo), tutto si è ribaltato. Pep rimane il solito esperto, stratega senza essere dietro le quinte, ma ha un trofeo da lucidare in meno.

L'Arsenal ha infatti conquistato il primo trofeo della stagione britannica, battendo il Manchester City nella finale di Community Shield, grazie al goal di Trossard nei tempi regolamentari - arrivato all'ultimo secondo - e ai rigori in cui l'infallibile Rodri stavolta si è trasformato in eroe mortale, sbagliando il penalty decisivo.

Ci vorrà del tempo per capire se l'allievo Arteta riuscirà a superare il maestro Guardiola, ma a livello di coppe conquistate nel 2023/2024 per ora il quadro è facile e chiaro: 1 per l'allenatore dell'Arsenal e 0 per quello del Manchester City.

Un dato che può valere tutto oppure niente, ma che regala maggiore indecisione riguardo all'imminente nuova annata di Premier League che prenderà il via nel prossimo weekend.

Una Premier che l'Arsenal ha il dovere di vincere, senza partire comunque da favorita, ma come prima contendente al dominio autoritario instaurato dalla casata di Pep e dai suoi fidi scudieri negli ultimi anni in terra inglese.

  • LA FIDUCIA

    Il Manchester City non solo si può mettere in difficoltà, come fatto nel primo tempo della finale di Community Shield, ma anche battere. La vittoria dell'Arsenal regala ai Gunners grande fiducia in vista della Premier, considerando come Odegaard e soci abbiano mostrato un miglior calcio in larga parte del match, riuscendo a sfiorare più volte un vantaggio non spuntato nel tabellino a causa delle grandi parate di Ortega.

    Se poi giocatori come Rodri e De Bruyne sbagliano i rigori decisivi e Haaland sembra quasi un attaccante normale, tanto da portare alla sostituzione a metà ripresa, l'Arsenal inizia la Premier credendoci un po di più.

    Del resto solamente l'inesperienza e la rosa spesso corta hanno portato i Gunners a perdere un torneo che sembrava vinto: stavolta, però, entrambi i dubbi su un'Arsenal in prima fila sembrano dissipati.

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  • Trossard-ArsenalGetty

    PANCHINA LUNGA

    Contro il Manchester City, l'Arsenal non ha potuto contare su giocatori come Gabriel Jesus e Jorginho, entrambi k.o, ma Arteta ha potuto lanciare nella mischia i vari Trossard - decisivo - Smith-Rowe, Nketiah e Tierney. Insomma, elementi importanti attualmente non titolari.

    Dopo gli arrivi di Timber, Havertz e Rice, stavolta Arteta ha una rosa lunga e la possibilità di poter soppesare anche alle varie assenze: una novità che rende l'Arsenal in grado di lottare su quattro fronti e dare l'assalto ad una Premier League lontana oramai straordinariamente due decenni.

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  • LE IDEE DI ARTETA

    Cresciuto sotto Guardiola, Arteta ha dimostrato di saper applicare le idee del proprio maestro nell'ultimo biennio. Il possesso palla del match contro l'amico e collega è stato vinto di poco dal Manchester City, ma non per questo l'Arsenal ha demeritato, anzi.

    Ripartenze veloci, azioni di prima, corsa a recuperare il pallone che ha spesso costretto il City al fallo. Con un 4-3-3 che ora ha interpreti e sostituti, Arteta deve provare a fare la storia di un club troppo a lungo lontano dall'albo d'oro della Premier League.

  • Martin Odegaard Arsenal 2023-24Getty Images

    ATTESA PER IL MOMENTO

    Sulla carta, l'Arsenal ha tutto per essere la prima contendente al titolo d'Inghilterra e magari tornare ad essere big anche in Europa (l'unica finale di Champions giocata è stata persa quasi vent'anni fa), ma solamente il tempo darà una risposta in termini positivi o negativi.

    Servirà reggere la pressione di un Manchester City che difficilmente sarà sazio, pronto ad inglobare chiunque avrà una minima difficoltà di rendimento.

    Quando arriverà il momento, nella primavera del 2024, l'Arsenal dovrà dimostrare di essere maturo e capace di reggere all'urto dei giganti di Pep non solo sulla carta, ma sull'altro materiale: il campo.

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