Robinson era stato a un passo dal Milan nell'estate del 2020. I rossoneri avevano raggiunto un accordo con il West Bromwich Albion, ai tempi il club dello statunitense, per prenderlo al posto di Ricardo Rodriguez, prestato al PSV. E il giocatore aveva già effettuato le visite mediche, prima che dei problemi cardiaci riscontrati durante i test facessero saltare l'operazione.
"Arrivato all’ospedale ho iniziato i primi test - raccontava qualche tempo fa Robinson, ripensando a quel periodo - e mentre mi facevano controlli al ginocchio e alla schiena dentro di me pensavo: “Vi prego, ditemi che è tutto ok e non c’è nessun infortunio che faccia saltare l’affare”. Ma tutto sembrava andare per il meglio. Poi ho iniziato a fare uno “stress test” in cui dovevo andare su una cyclette ad un’intensità molto alta per circa 15 minuti mentre il mio battito cardiaco veniva monitorato. I dottori ovviamente parlavano in italiano, quindi io non capivo cosa stavano dicendo in quel momento; mi hanno chiesto se avessi mai avuto problemi cardiaci prima d’ora. Mi hanno mandato in un altro ospedale dove ho svolto altri test, sono passate circa 4-5 ore, e infine mi hanno portato in sede. Pensavo che finalmente avrei firmato il contratto, ma lì mi hanno detto che non potevano più prendermi perché avevano trovato questo difetto cardiaco. Per me è stato davvero straziante, doloroso… Non sono riuscito a trattenere le lacrime. Non è un qualcosa che ti aspetti, un problema al ginocchio sarebbe stato molto più comprensibile e normale, invece una cosa del genere ti lascia spiazzato".