Pubblicità
Pubblicità
Chelsea FC v AFC Ajax: Group H - UEFA Champions LeagueGetty Images Sport

ANSA - Caso arbitri, emergono conferme sulle ipotesi di designazioni pilotate

Pubblicità

L'inchiesta che sta scuotendo il mondo arbitrale italiano e che ha portato all'autosospensione di Rocchi e Gervasoni, continua a generare nuovi elementi.

Gli ultimi aggiornamenti arrivano dall'ANSA, secondo la quale emergerebbero conferme sulle ipotesi di designazioni pilotate.

Vediamo nello specifico le ultime novità in merito.

  • DOVERI "POCO GRADITO"

    Dalle testimonianze di alcuni arbitri ascoltati nell’inchiesta della Procura di Milano sul presunto “sistema” che avrebbe al centro Gianluca Rocchi, emergerebbero conferme sulle ipotesi di designazioni pilotate. In particolare, sotto la lente ci sarebbero due scelte dell’ex designatore, legate a una presunta “combine” avvenuta a San Siro il 2 aprile 2025: quella di Andrea Colombo, ritenuto “gradito” all’Inter, per la trasferta di Bologna del 20 aprile, e quella di Daniele Doveri, designato per la semifinale di Coppa Italia con l’obiettivo – secondo gli inquirenti – di escluderlo da un’eventuale finale e dalle ultime gare di campionato dei nerazzurri, dove sarebbe stato considerato “poco gradito”.

  • Pubblicità
  • IPOTESI DESIGNAZIONI COMBINATE

    Come riferisce l'ANSA, nell’indagine coordinata dal pm Maurizio Ascione e condotta dal Nucleo operativo metropolitano della Guardia di Finanza, sono stati sentiti anche gli stessi Colombo e Doveri. Proprio dai loro verbali, insieme a quelli di altri arbitri, sarebbero emersi elementi a sostegno dell’ipotesi di designazioni “combinate”, rispetto alle quali nel mondo arbitrale ci sarebbe stata una certa consapevolezza diffusa.


  • Pubblicità
    Pubblicità
  • CLUB ESTRANEI

    Al momento, il quadro delineato dagli inquirenti appare circoscritto all’interno del sistema arbitrale: dai verbali emergerebbe la consapevolezza di un orientamento nelle designazioni, attribuito a Rocchi, verso determinati club. I vertici della Procura hanno comunque ribadito che, allo stato attuale, le società e i loro dirigenti risultano estranei all’inchiesta e non sono considerati nemmeno parti lese.