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Come giocherà il nuovo Milan di Allegri: ritorno al 4-2-3-1 e gli obiettivi di mercato per rinforzare la rosa

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Prima Igli Tare, poi Massimiliano Allegri: il Milan dimostra di avere le idee chiare per il futuro e, in pochi giorni, ha gettato le basi per un nuovo ciclo ambizioso.

Il ritorno di Allegri sulla panchina rossonera, a oltre undici anni di distanza dall’ultima volta, è un segnale forte all’ambiente: si punta su profili di spessore per tornare a competere su tutti i fronti, in Italia e in Europa.

La priorità della nuova gestione sarà quella di ritrovare la miglior versione di alcuni dei giocatori più rappresentativi, protagonisti di una stagione deludente. Accanto a questo, serviranno innesti mirati nella prossima finestra di mercato per completare una rosa che dovrà tornare a essere protagonista.

  • IL RITORNO AL 4-2-3-1

    Tanti dubbi, ma una quasi certezza: Allegri potrebbe ripartire dal 4-2-3-1, modulo che ha spesso utilizzato in passato e che al Milan troverebbe i profili ideali per essere riproposto.

    Non a caso, l’ultimo Scudetto rossonero è arrivato proprio con questo assetto tattico, segno che la squadra ha già dimostrato di poter esprimere il meglio con questa struttura.

    Molti interpreti sono cambiati da allora, ma tutto lascia pensare che Allegri possa scegliere di fare un passo indietro rispetto alle soluzioni più conservative adottate nella sua ultima esperienza alla Juventus. Si tornerebbe così a vedere tre trequartisti alle spalle di una punta, e soprattutto una difesa a quattro, sistematicamente abbandonata dai rossoneri nella parte finale della scorsa stagione sotto la guida di Sergio Conceicao.

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  • RITROVARE THEO HERNANDEZ E LEAO

    Uno degli obiettivi principali in vista della prossima stagione sarà quello di ritrovare la miglior versione di Theo Hernandez e Rafa Leao.

    I due, reduci da quella che probabilmente è stata la loro annata più complicata in rossonero, restano comunque tra i profili di maggior peso nella rosa del Milan, sia per qualità che per potenziale impatto sul gioco.

    Né con Fonseca né con Conceicao è mai realmente scattata la scintilla, e ora toccherà a Allegri l’arduo compito di rigenerarli. Ripartendo dal 4-2-3-1, si può facilmente immaginare un ritorno alla loro sinergia sulla corsia mancina: le sovrapposizioni, gli assist reciproci e le accelerate devastanti che negli anni hanno fatto la fortuna del Milan e li hanno resi punti di riferimento anche a livello europeo.

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  • VALORIZZARE GIMENEZ

    Un altro obiettivo cruciale per il nuovo corso rossonero sarà la valorizzazione di Santiago Giménez.

    Arrivato nel mercato di gennaio con grandi aspettative, il centravanti messicano classe 2001 era stato accolto come la risposta definitiva al problema dell’attacco, là dove Morata non era riuscito a lasciare il segno.

    Acquistato per oltre 30 milioni di euro dal Feyenoord, Giménez non ha ancora mostrato appieno tutto il suo potenziale, ma ha lasciato intravedere qualità importanti.

    Con l’arrivo di Allegri, le condizioni potrebbero essere ideali per il suo definitivo salto di qualità - proprio come accaduto a Vlahovic, protagonista alla Juventus sotto la guida del tecnico toscano nella sua prima stagione in bianconero.

  • FOFANA COME PERNO DEL CENTROCAMPO

    Come ben sappiamo, Allegri è un tecnico che fa dell’equilibrio il suo principio cardine: limitare le reti subite è una priorità non negoziabile.

    Il ritorno al 4-2-3-1 richiede, proprio per questo, grande attenzione all’equilibrio in mezzo al campo. In tale ottica, il nome di Fofana può diventare centrale.

    Il centrocampista francese è un equilibratore naturale: bravo nell’interdizione, intelligente nelle letture, dinamico quanto basta per coprire ampie porzioni di campo. Le sue caratteristiche lo rendono il profilo ideale per affiancare un regista più tecnico e garantire solidità alla mediana.

    Il paragone con Gattuso nella stagione dello Scudetto 2010/11 potrebbe sembrare audace, ma non è fuori luogo: anche allora Allegri si affidò a un centrocampista di grande sostanza per dare equilibrio a una squadra votata alla qualità offensiva.

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  • POSSIBILE ADDIO DI REIJNDERS: SERVONO ACQUISTI MIRATI

    Chi invece sembra destinato a lasciare il Milan è Reijnders. Il centrocampista olandese, uno dei protagonisti della scorsa stagione, è nel mirino del Manchester City di Pep Guardiola, con il tecnico spagnolo pronto a tutto per averlo con sé in Inghilterra.

    Una cessione di questo calibro obbligherebbe la dirigenza rossonera a muoversi prontamente sul mercato per garantire a Allegri i profili ideali per il suo stile di gioco.

    Serve innanzitutto un regista tecnico, capace di dettare i tempi e cucire il gioco: Samuele Ricci, già accostato al Milan nell’ultima finestra di mercato, potrebbe rappresentare una soluzione credibile.

    Per sostituire Reijnders sulla trequarti, invece, servirà un giocatore dinamico, in grado di ricevere tra le linee, rifinire l’azione e offrire l’ultimo passaggio con continuità.

    Non meno importante sarà risolvere il nodo legato alla fascia destra: il futuro di Walker è ancora incerto e, in caso di partenza, si renderà necessario un innesto di livello in quella zona di campo.

    Anche la difesa, spesso sotto accusa durante la scorsa stagione, necessita di rinforzi: tra i profili monitorati da Igli Tare c’è Mario Gila, classe 2000 della Lazio, portato in Italia proprio dall’attuale dirigente rossonero nell’estate 2022.

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