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Abraham Morata MilanGetty Images

Abraham o Morata, chi gioca titolare Milan-Liverpool: per Fonseca è tempo di scelte delicate

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Alvaro Morata e Tammy Abraham, di fatto, sono complementari. O gioca uno, o gioca l'altro. O è lo spagnolo a guidare l'attacco del Milan, o è l'inglese. Anche se sabato sera, per qualche minuto, i due si sono visti in campo contemporaneamente.

Morata è di nuovo a disposizione di Paulo Fonseca dopo l'infortunio che lo ha costretto a fermarsi nelle scorse settimane. Ma a disposizione c'è anche Abraham, che ha iniziato la nuova avventura milanista come meglio non avrebbe potuto, senza far avvertire troppo l'assenza dell'ex bianconero.

E dunque, ecco che a due giorni da Milan-Liverpool la domanda diventa inevitabile: Abraham o Morata, chi guiderà l'attacco dei rossoneri contro Salah e compagnia?

  • L'IMPATTO DI ABRAHAM

    Abraham si è presentato al mondo Milan tra mille dubbi. Perché arrivava da una stagione trascorsa praticamente senza scendere in campo, a causa dell'infortunio rimediato nel giugno del 2023, e perché il precampionato con la Roma non era stato positivo.

    Cambiare aria gli ha fatto bene: l'impatto con la nuova maglia è stato devastante. Con la Lazio Abraham ha partecipato all'azione collettiva che ha portato al 2-2, fornendo l'assist finale a Leão, e col Venezia ha fatto addirittura di più: un rigore guadagnato, un altro segnato.

    "Questo è un momento speciale - ha raccontato Abraham a DAZN dopo Milan-Venezia - Per me è un sogno che diventa realtà. Prima partita in casa, gioco per un grande club. Ora devo continuare così".

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  • MA IL TITOLARE È MORATA

    Il problema di Abraham, se così si può definire, è principalmente uno: il titolare dell'attacco del Milan, nelle gerarchie di Fonseca, è Morata. E ora l'ex juventino è completamente tornato a disposizione, pronto per prendersi il posto che gli è stato promesso al momento del suo arrivo dall'Atletico Madrid.

    Morata è stato l'acquisto principe di un mercato che ha visto il Milan puntellare la rosa, più che affidarsi a colpi a sensazione. Fino a questo momento non ha mai giocato dall'inizio, ma già al debutto contro il Torino ha dato riprova di quel che sa fare, andando immediatamente a segno e aiutando la squadra a raccattare un pareggio insperato.

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  • Morata Abraham MilanGetty Images

    ABRAHAM O MORATA: CHI GIOCA?

    E dunque, chi sarà il centravanti del Milan contro il Liverpool? Fonseca prenderà una decisione definitiva solo tra oggi e domani, ma intanto le voci che arrivano da Milanello parlano di una preferenza nei confronti di Morata.

    Dovrebbe essere lo spagnolo, insomma, a guidare i rossoneri nella gara d'esordio della nuova Champions League. L'ingresso in campo nel secondo tempo contro il Venezia ha rappresentato una sorta di "aperitivo", una prova generale utile a piazzargli minuti nelle gambe e fiato in corpo dopo diversi giorni di assenza.

    Abraham, in questo caso, partirebbe dalla panchina. Anche se contro Lazio e Venezia si è fatto trovare pronto. Possibile poi, se non praticamente scontata, una staffetta a gara in corso con un compagno che potrebbe non avere ancora i 90 minuti nelle gambe.

  • IN CAMPO INSIEME?

    E l'esperimento visto nel secondo tempo di Milan-Venezia? La coesistenza, cioè, tra Morata e Abraham, con lo spagnolo schierato da Fonseca sulla trequarti e l'inglese mantenuto nel ruolo di 9? Verrà ripetuto. Ma non contro il Liverpool. E non in partite così.

    Si tratta di una situazione emergenziale, che Fonseca utilizzerà magari nella parte finale di certe partite rognose, difficili da sbloccare o da riprendere. Oggi i proprietari della zolla centrale della trequarti sono altri: Reijnders in primis, oppure Loftus-Cheek, senza dimenticare la possibilità di rivedere Pulisic da 10, soluzione provata in estate e poi abortita.

    Contro il Liverpool, squadra sempre micidiale nonostante la sorprendente sconfitta interna contro il Nottingham Forest, servirà prima di tutto equilibrio. Quel che è mancato nelle prime giornate, tra Torino, Parma e Lazio. E quel che Fonseca sta faticosamente cercando di instaurare nel proprio undici di partenza.

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