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Suarez ammette i propri errori, ma non perdona Evra: "Mi accusò di razzismo senza prove"

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L'emblema del 'genio e sregolatezza' nel calcio è sicuramenteLuis Suarez. Tanto forte quanto indisciplinato, ne ha combinate tante in carriera ed è stato punito, ma non sempre giustamente.

"Quando si è trattato di azioni ho accettato la squalifica perché avevo torto - ha spiegato Suarez al sito ufficiale del Barcellona - ma sono stato accusato anche di cose non vere, come quella del razzismo".

Suarez si riferisce chiaramente al battibecco avuto con Evra in un Liverpool-Manchester United del 2011: l'attuale difensore della Juventus accusò l'attaccante di averlo chiamato 'negro' per sette volte.

La FA punì Suarez con un squalifica di 8 giornate e una multa di 50.000 euro dopo aver studiato il video e consultato il rapporto dell'arbitro: "Non ho mai accettato quella squalifica, fu sconvolgente essere condannato senza prove".

Il morso a Chiellini, invece, fu chiaro e evidente sin dal primo replay: "Ho commesso alcuni errori nella mia carriera, ma sono un essere umano e spesso è stato difficile accettare la verità. Dopo quell'episodio passai alcuni giorni terribili, non volevo parlare con nessuno o sentir parlare di quel gesto".

La squalifica di 4 mesi non permette a Suarez di giocare incontri ufficiali, ma ieri l'ex Liverpool ha potuto giocare in amichevole con la maglia dell'Uruguay contro l'Oman, realizzando anche una doppietta.

Il 24 novembre non è poi così lontano e Suarez vuole arrivare al meglio alla sfida d'esordio contro il Real Madrid: "Penso sempre che le cose accadono per un motivo e se fra tutte le squadre della Liga, il mio esordio col Barcellona sarà al Bernabeu contro il Real Madrid ci sarà una ragione".

"Non vedo l'ora di riassaporare l'atmosfera dello spogliatoio, prepararmi con i compagni e perlopiù al Bernabeu", ha concluso Suarez, che non vede l'ora di cancellare nuovamente i suoi errori con i goal.

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