Sicuramente lo scorso agosto il centrocampista croato Mario Pasalic non si sarebbe mai aspettato di tirare il calcio di rigore decisivo che ha regalato al Milan la Supercoppa italiana a Doha contro la Juventus.
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Entrato al 74' minuto al posto di Locatelli, nei suoi 47 minuti in campo il ragazzo di proprietà del Chelsea ha ancora una volta dato dimostrazione di avere grande personalità, facendo da punto di riferimento, data la maggiore freschezza, per i compagni, e cercando anche delle giocate decisive per consentire alla squadra di dirigersi verso l'area di rigore avversaria.
Ed è forse per questo motivo che Montella ha deciso di consegnargli la responsabilità di tirare l'ultimo calcio di rigore, che è quasi sempre quello decisivo per l'assegnazione di un trofeo dagli 11 metri.
Il 21enne croato ha commentato così a fine gara il suo rigore... "Ho cercato di stare calmo proprio perchè era il rigore decisivo e avevo una grande responsabilità - ha detto ai microfoni di 'Milannews.it' - Mi sono emozionato tantissimo perchè era il primo rigore della mia carriera, ma alla fine ho segnato e ci sono state grandi emozioni. L'esultanza è stata qualcosa di incredibile, ricordo quando da bambino sognavo qualcosa del genere. Questo è dedicato alla mia famiglia, ai miei amici e a tutti gli allenatori che mi hanno aiutato. Il mio futuro? Vedremo, a fine stagione decideremo".
L'Aeroplanino, che nel corso delle prime 10 giornate di campionato non ha puntato su di lui, successivamente, in primis a causa degli infortuni in mezzo, lo ha lanciato nella mischia, facendogli giocare da titolare 6 delle ultime 7 partite (in panchina solamente nel derby contro l'Inter).
Dovesse continuare in questo modo sarà difficile il prossimo giugno convincere il Chelsea, che ne detiene il cartellino (coi Blues ha un contratto fino al giugno del 2018), a farlo restare in Italia in futuro. L'arrivo della nuova proprietà, closing permettendo, potrebbe però cambiare le carte in tavola e dare alla società la forza economica per far diventare Pasalic uno degli elementi sui quali fondare la rinascita rossonera.





