Migliaia di persone in piazza a manifestare contro la corruzione in quel di Baghdad. Tra di loro anche Ali Adnan, ex terzino di Atalanta e Udinese ora in forza al Vancouver Whitecaps tornato nella sua città per supportare il suo popolo nelle proteste che stanno coinvolgendo la capitale in questi ultimi gorni.
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Si moltiplicano le proteste nel sud dell'Iraq seguite da disordini e repressione della polizia, con casi di soffocamento tra i manifestanti in seguito all'uso di gas lacrimogeni. Sta bene Adnan, che continuerà per quanto possibile a supportare i connazionali.
Adnan ha pubblicato una foto su Instagram con la bandiera dell'Iraq e una didascalia che non ha bisogno di spiegazione:
"Date pace a una terra che non l'ha mai conosciuta".
Non è la prima volta che Adnan torna a Baghdad per supportare gli abitanti della capitale: l'ultima volta si mise a giocare a calcio con i protestanti per dare un forte messaggio. Dall'inizio di ottobre sono più di 250 le persone morte in seguito alla repressione della polizia.
Il popolo iracheno sta occupando le piazze, sfidando il corifuoco notturno imposto dalle autorità per protestare contro il primo ministro Abdul Mahdi, il carovita, la corruzione e la mancanza di servizi pubblici. Il governo sta usando il pugno di ferro e ogni aiuto alla popolazione è essenziale.
Adnan si è dato da fare, scendendo in campo per donare cibo ai più bisognosi:
"Insieme alla mia famiglia, abbiamo iniziato al mattino presto per finire verso sera: è il minimo che potessimo fare, ma non voglio complimenti o parole dolci nei nostri confronti. Lo voglio ripetere, per noi è stato un gesto normalissimo".
L'ex Udinese ha parlato alla Gazzetta dello Sport della difficile situazione in Iraq:
"Tutti possono dare una mano, il numero di chi ha bisogno di aiuto aumenta ogni ora: moltissimi non sanno nemmeno più dove dormire, infatti non chiudono occhio da 4-5 giorni. Di quante persone parliamo? Di preciso, non saprei, ma tante: secondo me superiamo quota 2 milioni".






