Doveva essere il coronamento di un sogno, ma fino ad oggi il trasferimento dalla Juventus al Barcellona è stato una grande delusione per Miralem Pjanic.
Il bosniaco, inserito dai bianconeri nell'operazione che ha portato Arthur a Torino, in blaugrana non è ancora riuscito a sfondare trovando meno spazio rispetto a quanto sperato.
Pjanic, intervistato da 'Telefoot', non ha così nascosto tutta la sua amarezza per lo scarso minutaggio concessogli da Koeman in questa prima parte di stagione.
"I motivi esatti per cui non riesco ad accumulare minutaggio e presenze, non li ho. Continuo a lavorare e devo rispettare le scelte del tecnico e accettarle, anche se in disaccordo. Sono qui perché voglio lasciare il segno in questo club“.
L'ex bianconero fin qui ha messo comunque insieme 24 presenze in tutte le competizioni, senza però trovare mai la via della rete nè fornire assist ai compagni, cosa che non succedeva dal 2008/09.
Pjanic inoltre ha pure fallito un calcio di rigore in Coppa del Re, segnale chiaro di come non stia vivendo un momento particolarmente sereno.
E dire che il trasferimento al Barcellona sembrava la definitiva consacrazione di Pjanic, esploso al Lione e portato in Italia dalla Roma prima di accettare la chiamata della Juventus.
In bianconero Pjanic è rimasto quattro anni vincendo altrettanti Scudetti e giocando pure una finale di Champions League, persa contro il Real Madrid a Cardiff.
A soli trent'anni, quindi nel pieno della maturità calcistica, Pjanic però sembra aver arrestato il suo percorso di crescita. Una brusca frenata che non cambia il valore di un giocatore dalla tecnica superiore alla media.
Sempre schierato da Koeman in Champions League, Pjanic ha invece giocato da titolare solo cinque partite di Liga su 23 chiuso adesso anche da giovani in rampa di lancio come Riqui Puig e Ilaix Moriba.
Ecco perché, ad oggi, tutte le ipotesi restano sul tavolo compreso quella di un addio al Barcellona già la prossima estate. Sempre che a lasciare alla fine della stagione non sia Koeman.




