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Del PieroGetty

Pallone d'Oro a Buffon? Del Piero: "Conta zero rispetto alla Champions"

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C'era anche Alessandro Del Piero in campo quel 22 maggio 1996, data dell'ultima conquista della Champions League da parte della Juventus: allora i bianconeri sconfissero l'Ajax dopo la lotteria dei calci di rigore, interrompendo un digiuno che durava dal 1985, anno della tragedia dell'Heysel.

Chi invece non era presente è Gianluigi Buffon, all'epoca in forza al Parma con cui aveva appena esordito in Serie A: il portierone bianconero non ha mai avuto l'onore di alzare al cielo la coppa dalle grandi orecchie, sfiorata in due occasioni nel 2003 e 2015.

Stavolta potrebbe essere finalmente la volta buona, o almeno è quello che si augura proprio Del Piero intervistato in esclusiva da 'La Gazzetta dello Sport': "Il Pallone d'’Oro è fantastico e sarei felice che Gigi lo vincesse, ma non conta nulla rispetto alla Champions. Io spero che Gigi alzi quel trofeo, il resto si vedrà".

In caso di successo juventino sarà difficile parlare di Juventus più forte di sempre: "Non si possono fare paragoni tra epoche diverse, non in una squadra che ha avuto campioni mitologici, in ogni epoca. Ma certamente se la Juventus vincerà la Coppa dopo i sei Scudetti, si potrà dire che avrà compiuto un'’impresa leggendaria, riscrivendo la storia del club".

I motivi per crederci sono almeno tre: "Buffon, Chiellini, Marchisio. Tre ragazzi, tre compagni, tre amici. Ecco i tre motivi. Loro c’'erano in B, loro devono completare l’'opera. Per la Juve, per tutti i suoi tifosi, per tutti noi che c'’eravamo anche allora".

C'è un po' di sorpresa sul grande impatto che l'ex compagno Zidane ha avuto sul Real Madrid in panchina: "Posso solo dire che uno che pensa il calcio in quel modo deve avere grandi idee. Ma quello che più mi ha convinto di lui è come si è adattato, conoscendo benissimo quella squadra, alla “modalità Real”. Intendo come si deve allenare un gruppo di campioni straordinari, di grandi solisti. Mi ricorda un po’' Ancelotti e credo che anche lui si sia ispirato a Carlo".

Sarà una finale aperta ad ogni risultato: "Non ci sono favoriti, nemmeno di poco. Credo che la pensino così anche a Madrid. La Juventus non aggredirà senza criterio, saprà accettare di difendersi –per strategia e non per costrizione  e trovare il momento per liberare il suo potenziale offensivo, senza perdere equilibrio. E'’ il grande merito di Allegri in questi anni, in particolare in questa stagione dove sta facendo un capolavoro, secondo me".

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