Hai più di 24 anni?

Help us verify your age by providing an honest response. This site contains gambling advertising for 24+.

Age-restricted content

Non hai l'età minima richiesta per visualizzare contenuti relativi alle scommesse. Verrai reindirizzato alla pagina iniziale.

alt
Pubblicità
Pubblicità
+18 | Contenuto Commercial | Si applicano Termini e condizioni | Gioca responsabilmente | Principi pubblicazione editorialiADM
PS Osvaldo

Osvaldo non le manda a dire: "Il calcio è una merda, Andreazzoli chi?"

Pubblicità

Il suo rapporto col mondo del calcio è sempre stato un po' controverso: Pablo Daniel Osvaldo è uno spirito libero che con le regole di questo sport non ha nulla o quasi a che vedere.

Guarda su DAZN oltre 100 match di Serie A e tutta la Serie B: attiva ora il tuo mese gratuito!

Dopo aver lasciato i campi da gioco a 30 anni, nel 2016, l'ex attaccante italo-argentino ha deciso di fondare una rock band dedicandosi così a tempo pieno al mondo della musica, l'altra sua grande passione.

Osvaldo ha parlato in esclusiva ai microfoni di 'Leggo', tornando sui motivi che lo spinsero a dire basta al pallone, dando inizio alla sua seconda vita.

Non ero più felice. Io sono uno che vive di sentimenti e impulsività, e nel calcio di oggi non c’è nessuna della due. Mi sentivo un numero, uno che doveva segnare perché se no veniva insultato. Ora sto da Dio anche se mi dicono che sono matto”.

A convincere definitivamente il classe 1986 fu un semplice episodio che scatenò la sua voglia di rivalsa.

Al Boca mi hanno mandato via per una sigaretta quando sapevano che fumavano tutti. Quella è stata la goccia, ma in realtà nel calcio devi vivere una vita che non è reale. Hai un prezzo, un valore e vivi di regole. Il calcio oggi è una merda, un freddo business e una dittatura del risultato. Nessuno pensa a come stai. Non potere uscire dopo una sconfitta, suonare la chitarra o bere una birra per me era assurdo. Per non tradire il calcio ho preferito lasciarlo”.

PS Osvaldo

Osvaldo ne ha per tutti, a partire dal suo breve periodo in Nazionale, mai decollato in maniera definitiva.

Penso a Prandelli che mi ha escluso dal mondiale solo perché glielo dicevano i giornalisti, convocò Cassano quando invece lo meritavo io. Andreazzoli? Nemmeno ricordo chi sia. Chi allena oggi?”.

Qualcosa di buono però c'è, a partire dai grandi campioni con cui ha avuto modo di condividere esperienza di vita e non solo.

“Sono orgoglioso della carriera che ho fatto, ho giocato in grandi squadre. E poi ci sono anche uomini veri. Penso a Tevez, De Rossi e Heinze con i quali ho stretto molto. Poi ci sono i campioni in campo e fuori come Pirlo, Buffon e Totti. Ecco l’addio di Francesco è quello che di bello dovremmo prendere dal calcio”.

Una canzone da dedicare, a chi? Osvaldo non ha il minimo dubbio.

“A Zeman, per me è stato un secondo padre”.

Pubblicità

TI È PIACIUTA QUESTA STORIA?

Aggiungi GOAL.com come fonte preferita su Google per vedere più articoli della nostra redazione.

Segui GOAL su Google