Il futuro del Milan si chiama Gennaro Gattuso. A fugare ogni eventuale dubbio sulla conferma dell'attuale allenatore infatti è stato Massimiliano Mirabelli, da sempre grande estimatore del tecnico, prima della partita di Europa League contro il Ludogorets.
"Non riesco ad immaginare un Milan senza Gattuso. Il Milan starà tanti anni con Gattuso. Fa delle cose col suo staff che non sono da allenatore giovane ma da grande allenatore. Speriamo di tenercelo stretto per tanti anni è un allenatore davvero importante", assicura Mirabelli a 'Sky Sport'.
Quindi il direttore sportivo del Milan sottolinea: "Non abbiamo mai parlato di traghettatore, ero convinto che Gattuso potesse dare qualcosa di importante, altrimenti non avremmo fatto questa scelta. Gattuso ha preso una situazione difficilissima, vorrei vedere Gattuso lavorare dal primo giorno di ritiro, potrebbe dare ancora di più a questa squadra".
Infine Mirabelli si mostra tranquillo anche riguardo alle frequenti voci sulla solidità della proprietà cinese: "Noi facciamo le cose che dobbiamo fare, non abbiamo problema, a volte chiamiamo i club per poterli pagare prima. Noi sorridiamo e andiamo avanti col percorso sportivo".
Gattuso dal canto suo si gode e la fiducia incondizionata della società ma tiene un profilo basso: "Io sono terrone fiero e orgoglioso. Ho un contratto e senza Mirabelli e Fassone non ero qua, mi sta andando bene. Ora devo solo continuare, poi l'ultimo problema del Milan è Gattuso.
Sto invecchiando perché fatico ma sto vivendo qualcosa di stupendo. La notte non dormo ma mi piace, mi fa sentire vivo. Spero, e mi tocco, che camperò qualche anno in meno ma è meglio vivere da leone che da pecora".
L'avventura sulla panchina rossonera d'altronde fin qui è davvero esaltante se si pensa come contro il Ludogorets sia arrivato l'undicesimo risultato utile consecutivo, cosa che al Milan non succedeva dal marzo del 2016. Ma non solo.
Era infatti addirittura dalla stagione 2013/14 che il Milan non raggiungeva gli ottavi di una competizione europea, anche se allora si trattava di Champions e non di Europa League. I presupposti per un lungo ciclo firmato Gattuso, insomma, sembrano esserci tutti.
