No alla Superlega. Il messaggio di Claudio Lotito è chiaro e fa il paio con quello lanciato da Urbano Cairo e da Aurelio De Laurentiis: il presidente della Lazio, presente alla riunione dell'European Leagues (associazione da 900 club di 35 leghe) a Madrid, come riportato dall'ANSA nel suo intervento non ha usato mezzi termini per mostrarsi contrario alla 'rivoluzione' caldeggiata dalle big d'Europa.
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"E' finito il tempo dei servi della gleba, dei vassalli e dei valvassori. Qui non qui non c'è un problema di contrapposizione sul piano personale ma su quello che deve essere il futuro e la regia del calcio europeo".
"Il calcio non è solo business, ma devono essere salvaguardate tutte le componenti che concorrono ad alimentare questo sistema, composto non solo dalle società e dai tifosi che rinunciano a un paio di scarpe per andare a vedere la loro squadra del cuore".
Lotito, appaudito dai 339 delegati presenti all'appuntamento in occasione del proprio discorso relativo alla Superlega, ha invitato a coinvolgere tutti per confrontarsi sui progetti futuri contrapponendosi alle intenzioni dell'ECA (di cui tra i seguaci ci sono anche Juventus, Inter, Milan e Roma).
"Bisognerebbe costituire una cabina di regia tra club e Leghe per dialogare con l'UEFA, perchè le decisioni ultime non possono essere prese dall'alto ma vanno condivise con tutti gli attori".




