Cardiff, Nantes, ma non solo: il mondo intero, calcistico e non, prega per Emiliano Sala, anche se le speranze di ritrovarlo vivo sono considerate ormai pressoché nulle. E intanto viene alla luce un'ultima testimonianza, con il senno di poi drammatica, lasciata dal centravanti argentino.
Sala è sull'aereo che dovrà trasportarlo a Cardiff. E proprio da lì manda un messaggio vocale, venuto in possesso della stampa argentina e in particolare del 'Clarin'. È tutto sommato tranquillo, sbadiglia, descrive le proprie incombenze. Ma poi, quasi si sentisse che il peggio sta per accadere, parla delle condizioni precarie del velivolo.
"Sono morto... Sono stato a Nantes per fare delle cose, cose, cose... non finiscono più, non finiscono più, non finiscono più. Sono sull'aereo, che tra un po' cade a pezzi. Sto andando a Cardiff, domani pomeriggio iniziamo ad allenarci. Vediamo cosa succederà".
E ancora, ecco un'altra frase che alla luce di quanto accaduto suona come un tristissimo presagio.
"Se tra un'ora e mezza non avrete mie novità, non so se manderanno qualcuno a cercarmi perché non mi troveranno. Mamma mia, che paura!".
Le ricerche dell'aereo su cui viaggiava Sala, scomparso dai radar al largo di Alderney, sono state interrotte in serata e riprenderanno nella giornata di domani. Il padre del calciatore ha già ammesso di non nutrire più speranze sul ritrovamento del figlio ancora in vita.






