Se Cutrone e André Silva guadagnano posizioni nelle gerarchie di squadra di Gennaro Gattuso, in casa Milancontinua il momento difficile di Nikola Kalinic. L'attaccante croato è ai box per una fastidiosa pubalgia e a fronte di un investimento importante in estate dei rossoneri, che lo hanno preso in prestito con obbligo di riscatto dalla Fiorentina, e gli hanno fatto firmare un contratto fino al 2021, in questa stagione non è quasi mai riuscito ad esprimersi ai suoi livelli.
In attesa che l'infiammazione al pube migliori, però, Kalinic può consolarsi a livello contrattuale: dopo il primo punto conquistato dai rossoneri nel 2018 è scattato infatti ufficialmente l'obbligo di riscatto per il club di Via Aldo Rossi, che ora dovrà pagare in 3 rate i 20 milioni di euro pattuiti con il club viola, che ad agosto ne aveva già incassati 5 per il prestito.
La formula scelta dai due club permette al Milan di non far gravare tutta in una volta la somma del trasferimento sul proprio bilancio, particolare molto importante visti i paletti del fair play finanziario imposto dall'UEFA. La cifra sarà infatti spalmata su 3 anni.
A preoccupare sono però i guai fisici che assillano il croato: la situazione è monitorata giorno per giorno, e teoricamente potrebbe arrivare anche la convocazione per la sfida con il Ludogorets, ma in ogni caso Kalinic partirebbe dalla panchina.
Per lui, che in rossonero ha segnato appena 4 goal in 24 presenze, non sarà facile riconquistarsi il posto da titolare se non arriveranno chiari segnali di ripresa. Il feeling con i tifosi non è del resto mai nato, e per farlo scattare servirà il miglior Kalinic nella seconda parte di stagione. Un buon finale potrebbe essere però il preludio per iniziare sotto diversi auspici il 2° anno all'ombra della Madonnina.



