Sesta sconfitta su sei scontri diretti (Sampdoria compresa), 7 punti nelle ultime 8 partite, 11 di distacco dal quarto posto che potrebbero diventare addirittura 14 se l'Inter vincerà contro l'Atalanta e la Roma dovesse battere la Sampdoria nel recupero.
La situazione del Milan, dopo la sconfitta di Napoli, si fa sempre più preoccupante basti pensare come l'anno scorso alla tredicesima giornata i rossoneri avessero già raccolto 26 punti contro i 19 attuali.

L'unica speranza per il Milan, al momento, arriva quindi dal calendario dato che gli scontri diretti sono finiti e da qui a fine gennaio la squadra di Montella incontrerà nell'ordine: Torino, Benevento, Bologna, Verona, Atalanta, Fiorentina, Crotone e Cagliari.
"Vedo una crescita da parte della squadra. E le partite contro quelle davanti sono finite, no?", ha d'altronde sottolineato cercando di sdrammatizzare lo stesso Montella dalla sala stampa del 'San Paolo'.
Nonostante i complimenti del tecnico alla squadra però, proprio contro il Napoli, il Milan ha eguagliato un nuovo record negativo non riuscendo a toccare neppure un pallone nell'area avversaria per tutto il primo tempo. Cosa che prima di sabato sera in questo campionato era successa (due volte) solo al Benevento contro la Juventus e lo stesso Napoli.
Inoltre quella del 'San Paolo' è stata la partita in cui il Milan ha subito più tiri (16) e Donnarumma ha effettuato più parate (8).
Numeri che evidentemente non preoccupano comunque Montella, il quale al fischio finale ha sottolineato: "Almeno la metà delle partite che abbiamo perso contro le prime in classifica erano come minimo da pareggio".
Nel buio generale una delle poche luci per il Milan è rappresentata dai giovani italiani schierati anche ieri da Montella che ha mandato in campo 7 giocatori 'azzurrabili' su 11, non erano così tanti dallo scorso gennaio.

