Il calvario di Santi Cazorla sta per finire. Difficile chiamare in modo diverso quanto accaduto al giocatore dell'Arsenal dal 2013 ad oggi, tra otto operazioni al piede e la paura non solo di dover dire addio al calcio ma anche di non riuscire più a camminare come prima.
Tutto inizia nel settembre del 2013 quanto Cazorla subisce un infortunio al piede destro durante l'amichevole tra Spagna e Cile . Cazorla nonostante il dolore continua a giocare tanto che il 5 dicembre del 2015 finisce sotto i ferri per la prima volta ma a causa di un problema al ginocchio sinistro.
I guai a piede e caviglia però ovviamente continuano, fino alla prima operazione al tendine nell'area plantare del piede destro. L'inizio del calvario, appunto, terminato lo scorso 29 maggio quando a Cazorla è stato ricostruito il tendine del piede con un pezzo di pelle del braccio (tatuato).

Cazorla, intervistato da 'Marca', ricorda le parole dei medici inglesi: "Se riuscirai a camminare di nuovo con tuo figlio in giardino potrai essere soddisfatto" .
Il giocatore dell'Arsenal allora, dopo otto operazioni in un anno e con una caviglia in cancrena, decide di lasciare l'Inghilterra e cercare una soluzione dal dottor Sanchez a Vitoria.
"Ha visto che avevo una tremenda infezione che aveva danneggiato parte del calcagno e del tendine d'Achille, avevo 8 cm di tessuto in meno" , ricorda Cazorla.
Ora il giocatore, che ha un contratto con l'Arsenal fino al 2018 e non gioca dal 19 ottobre del 2016, sogna di tornare in campo a gennaio.
Piscina, riabilitazione, pilates e passeggiate in bicicletta scandiscono le giornate di Cazorla a Salamanca mentre la famiglia è rimasta a Londra.
"L'altro giorno una signora mi ha detto che sembravo Cazorla, gli ho detto che ero io ma non mi ha creduto" . Invece è tutto vero, il calvario è finito.


