Quando nel giugno del 2014 il Borussia Dortmund ha annunciato il suo acquisto, ad attendere Ciro Immobile in Germania c’era un’eredità pesante: quella lasciata da Robert Lewandowski.
Il bomber polacco, dopo quatto stagioni vissute da protagonista assoluto e scandite da qualcosa come 103 goal in 187 partite, oltre che da due titoli di campione della Bundesliga, aveva deciso di lasciare i ‘gialloneri della Ruhr’ per trasferirsi a parametro zero tra le fila proprio dei più grandi rivali del Borussia: il Bayern Monaco.
All’epoca a Dortmund in molti vissero quella scelta come un vero e proprio tradimento e a lenire i dolori dei tanti cuori gialloneri spezzati sarebbe dovuto essere appunto Ciro Immobile.
Quello che venne scelto da Jurgen Klopp era un attaccante definitivamente in rampa di lancio. Approdato un anno prima al Torino, si era guadagnato le attenzioni dei più grandi club europei vincendo, con 22 reti in 33 presenze, la classifica dei cannonieri della Serie A, cosa questa che fece di lui il tredicesimo calciatore a riuscire a laurearsi capocannoniere sia del massimo campionato italiano che della Serie B (due anni prima aveva realizzato 28 reti in 37 partite con il Pescara di Zeman).
A 24 anni Immobile era finalmente pronto al grande salto e a ritagliarsi un ruolo in una delle quadre più forti del panorama calcistico europeo, purtroppo per lui però, quella che sarebbe dovuta essere l’avventura più importante della sua carriera, si trasformò in una parentesi estremamente deludente.
Pagato circa 20 milioni di euro, esordì con una vittoria in Supercoppa di Germania contro il Bayern nell’agosto del 2014, mentre per la prima rete dovette attendere il 16 settembre, quando riuscì a segnare in un 2-0 all’Arsenal in Champions League. Le sue prestazioni in ambito europeo furono positive e accompagnate da quattro goal in sei presenze (il Borussia venne eliminato negli ottavi dalla Juventus), le cose però non andarono nello stesso modo in campionato, dove presto venne relegato al ruolo di riserva di lusso.
Spesso estraneo alla manovra e incapace di mettere in mostra le sue qualità, chiuse la sua parentesi in Bundesliga con appena tre goal in ventiquattro partite, cosa questa che portò la Bild a definirlo uno dei più grandi errori della storia del Borussia.
“E’ stato un flop, ha segnato solo solo tre goal in campionato. E’ pigro, gli hanno messo a disposizione un insegnate di tedesco, ma sia lui che sua moglie l’hanno rifiutato. Dopo mesi ancora non parlava una parola. Il suo trasferimento è stato uno dei più grandi errori della storia del club”.
Immobile, che poi ripartì dal Siviglia e che nel presentarsi ai suoi nuovi tifosi in Spagna ammise “In Germania non parlavo con nessuno”, in passato ha parlato di quella sua esperienza poco fortunata in Germania.
“Le cose potevano andare meglio. Segnai quattro goal in Champions, ma presto finii ai margini e la cosa non mi permise di mostrare le mie qualità. Con Klopp avevo un interprete che mi aiutava, con Tuchel mi venne tolto e questo mi creò grandi difficoltà. Non è vero che non volevo studiare, semplicemente il tedesco è difficile da imparare. L’eredità di Lewandowski? Forse non sarei diventato come lui, ma avrei potuto fare meglio”.
Getty ImagesImmobile si è messo da tempo alle spalle quella esperienza e negli ultimi anni si è imposto come uno degli attaccanti più prolifici al mondo. Approdato alla Lazio nel 2016, non solo si è laureato per due volte in quattro anni capocannoniere della Serie A, ma nell’ultimo campionato ha segnato qualcosa come 36 reti in 37 partite, cosa gli gli ha permesso di eguagliare il primato di reti in una singola stagione della Serie A a girone unico che era detenuto da Gonzalo Higuain, e di vincere la Scarpa d’Oro (è stato il terzo italiano a riuscirci dopo Toni e Totti).
Come spesso accade, il passato a volte torna a bussare alla porta e Immobile presto ritroverà il Borussia, ma da avversario. Il sorteggio dei Gironi della Champions League 2020-2021 ha stabilito che la Lazio sarà tra le protagoniste del Gruppo F insieme a Zenit, Brugge e proprio la compagine di Dortmund.
Immobile, che intanto punta a scavalcare Beppe Signori nella classifica dei più grandi bomber della storia della Lazio (127 goal contro 126, mentre il primatista Piola è a 159), avrà quindi modo di prendersi presto la sua rivincita e potrà farlo sul palcoscenico più importante d’Europa.



