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Antonio Di Natale celebrates Udinese Atalanta Coppa Italia 02122015Getty

Di Natale designa il suo erede: "Può essere Insigne"

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E' passato quasi un anno e mezzo dal giorno dell'addio al calcio giocato di Antonio Di Natale, capace di mettere a segno ben 227 goal in 446 partite con la maglia dell'Udinese di cui è diventato una leggenda ed un simbolo.

Una decisione dolorosa ma dovuta, come spiegato in esclusiva ai microfoni de 'La Gazzetta dello Sport': "Non avevo più voglia, si era spento il motore, ho capito che era arrivato il momento. Ho fatto più di 20 anni e ora non sento la smania di giocare. Magari a una partita benefica di alto livello vado. Io e Francesco Totti abbiamo fatto la storia, lui forse aveva ancora voglia e ha proseguito nel percorso da dirigente. Ma il calcio è una ruota che gira dove conti quando servi, poi tutto finisce. Guardi Toni, è rimasto un altro anno a Verona, poi addio".

Nel calcio escono fuori sempre meno campioni: "Perché dopo un anno buono certi giocatori fanno un gran contratto lungo e si accontentano. Io pensavo a fare bene per crescere. E poi i settori giovanili non sono curati, questo è un altro guaio. Finalmente nell'ultimo europeo Under 21 ho visto tanti ragazzi che in A giocavano".

Il suo erede può essere Insigne: "E' bravissimo. Fa le giocate da top player e si è messo a segnare. Gli dissi un giorno a Udine che doveva segnare di più, lo fa".

La Nazionale andrà al Mondiale, o almeno così si spera: "Deve andarci, altrimenti sono convinto pure io che sia una catastrofe. Belotti è un animale, Immobile è più seconda punta. Ma qui penso ai miei tempi: giocavo con Vieri, Inzaghi, Toni, Totti, Del Piero, contro Maldini, Nesta, Cannavaro, Thuram. La notte prima non dormivi. Tutto è cambiato".

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