L' Inter di Spalletti è attesa stasera dall'impegno di Champions League a Wembley contro il Tottenham . Ai nerazzurri, dopo la vittoria in rimonta della gara di andata in quel di San Siro, basta un pareggio per avere la certezza del matematico accesso agli ottavi di finale .
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In caso di qualificazione si tratterebbe di un ritorno tra le migliori sedici d'Europa: l'ultima apparizione risale infatti alla stagione 2011/2012, quando l'Inter fu eliminata per mano del Marsiglia (1-0 in Francia e 2-1 a San Siro con goal di Brandao allo scadere). Nel 2010/2011, invece, ossia nell'annata successiva al Triplete, la corsa si fermò ai quarti di finale per opera dello Schalke 04 (2-1 in Germania e 2-5 a Milano).
Statistiche a parte, la qualificazione alla seconda fase potrà sicuramente permettere a tifosi e società di tornare a sognare in grande anche in Europa. Mourinho, protagonista del trionfo del 2010, ha tra i suoi cavalli di battaglia la convinzione secondo cyi dagli ottavi in poi cominci una nuova competizione all'interno della quale possono esserci sorprese. E onestamente, l'Inter 2018/2019 di sorprese sembra in grado di poterne regalare.
Se infatti da un lato Spalletti non è ancora riuscito a trovare quella continuità di rendimento nei suoi uomini chiave (Perisic su tutti, ma anche Nainggolan causa infortunio), dall'altro ha però già trasmesso ai propri calciatori la capacità di reagire alle situazioni sfavorevoli che si possono venire a creare nel corso dei 90 minuti.
Ne rappresentano una dimostrazione concreta l'andata contro gli Spurs ed il pareggio ottenuto allo scadere contro il Barcellona: exploit del genere, nel corso delle sfide ad eliminazione diretta, possono risultare decisive quando c'è da affrontare match di andata e ritorno.
GettyDi sicuro, poichè l'attuale rosa nerazzurra sulla carta risulta inferiore a quella di Mou, per poter sognare di raggiungere il Wanda Metropolitano o anche solo riaffermarsi come società di nuovo nel gotha europeo, sarà necessario superare diversi ostacoli.
Il primo avrà il volto e soprattutto i piedi di Harry Kane, nonchè del mitico stadio inglese di Wembley. In un'atmosfera calda, con la qualificazione a portata di mano, spetterà ad Handanovic e compagni dimostrare di aver raggiunto la maturità giusta per poter affrontare sfide del genere con compattezza e personalità.




