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Mariano Diaz, Real MadridGetty

Da Arthur a Mariano Diaz: i volti nuovi di Barcellona-Real Madrid

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L’ultimo Real-Barça senza in campo almeno uno tra Messi e Cristiano Ronaldo è datato 23 dicembre 2007, oltre 10 anni fa. Lo vinse il Real Madrid al Camp Nou, con un goal di Júlio Baptista. Da lì in ogni sfida tra le squadre più nobili di Spagna c’è sempre stato in campo uno dei due fenomeni per eccellenza del calcio di oggi. Il cerchio si chiuderà domenica pomeriggio, sempre in Catalogna. I principali attori protagonisti della regina delle partite della Liga non saranno più in campo: Messi per infortunio, Cristiano perché in estate ha scelto la Juventus. Ora il Clásico cerca nuovi protagonisti. A livello di talento, c’è solo l’imbarazzo della scelta.

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Uno di questi nuovi protagonisti potrebbe essere proprio il nuovo 7 del Real Madrid, Mariano Díaz. L’ex Lione va ancora alla caccia del suo primo goal stagionale in Liga dopo essersi sbloccato in Champions League contro la Roma. Da quella partita è già passato oltre un mese e il 25enne attaccante non si è ancora riconfermato. Il peso della maglia si fa sentire, così come la difficoltà nel trovare un proprio ruolo nel Real Madrid in grossa difficoltà. Per ora fa la riserva di Benzema, ma i goal possono cambiare le stagioni, specie quelli nel Clásico.

Mariano Diaz, Real MadridGetty

Il Barcellona ha invece trovato gerarchie più chiare. Senza Messi è sempre più la squadra di Coutinho: insieme a Suárez sarà l’ex Liverpool e Inter a sorreggere l’attacco catalano. Non sarà un esordio contro il Real Madrid, visto che Cou aveva già giocato il Clásico di ritorno della scorsa stagione da titolare, venendo però sostituito dopo soli 45 minuti per scelta tecnica da Valverde. Un impatto decisamente diverso rispetto a quello avuto da Marco Asensio nella Supercoppa di Spagna dell’anno scorso.

Il classe 1996 del Real era stato protagonista insieme a Ronaldo del trionfo del Real Madrid con un goal all’andata e uno al ritorno. Quei goal sono ad oggi gli unici due realizzati nella sua giovane carriera nel Clásico. Dopo la partenza di Ronaldo tutti lo hanno identificato come uno dei nuovi leader tecnici del Real, ma lo deve dimostrare con maggiore costanza. E, come Coutinho, domenica ha l’occasione per farlo sul palcoscenico più prestigioso di Spagna.

Sarà invece un esordio assoluto per un altro brasiliano del Barcellona: Arthur, arrivato in estate dal Grêmio e partito in sordina, prima di confermarsi un potenziale top mondiale nel suo ruolo. Il classe 1996 ha raccolto l’eredità di Iniesta anche a livello di maglia, ma quell’8 sulla schiena non sembra pesargli come dovrebbe. Ha giocato da titolare le ultime quattro partite, due in Champions League e due in Liga. Difficilmente Valverde rinuncerà alla sua classe in mezzo al campo: la personalità acquisita in Brasile lo rende già prontissimo per affrontare il suo primo Clásico, da protagonista.

Arthur Barcelona Valencia Ligue 1 07102018Getty Images

Pronto sembra essere anche Ousmane Dembélé, in fase calante dopo una partenza sprint con 5 goal nelle prime 6 partite stagionali.  Nonostante sia a Barcellona già dall’anno scorso, il francese ex Dortmund non ha ancora giocato un minuto contro il Real Madrid tra Supercoppa e Liga. È andato in panchina nel 2-2 del Camp Nou del 6 maggio, ma senza metter piede in campo. L’assenza di Messi dovrebbe in teoria agevolarlo nello scalare le gerarchie e, per le sue caratteristiche, potrebbe essere uno dei giocatori in grado di spaccare la partita. Il talento per farlo non gli manca.

Cerca la prima presenza nel Clásico anche Thibaut Courtois, che sta vivendo un prevedibile dualismo con Keylor Navas. Nella testa di Lopetegui il belga sembra il titolare di campionato, quindi le chances di essere in porta al Camp Nou sono piuttosto alte. L’ultima volta che il portiere ex Chelsea si è presentato in Catalogna per giocare una partita di campionato è stato il 17 maggio 2014, giorno in cui l’Atlético Madrid, pareggiando al Camp Nou, ha vinto lo storico titolo sotto Simeone. Per il Real, tutto sommato, può essere considerato un buon auspicio.

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