La finale di Europa League conquistata con l 'Inter sembrava l'occasione giusta, invece anche stavolta Antonio Conte ha dovuto rimandare l'appuntamento col suo primo trionfo internazionale da allenatore. Una vera e propria maledizione quella nelle coppe iniziata ai tempi della Juventus e proseguita al Chelsea, fino all'Inter appunto.
Il miglior risultato del Conte allenatore in Champions League resta ad oggi quello centrato alla sua prima campagna europea nel 2012/13 quando guida la Juventus fino ai quarti di finale dopo aver vinto il girone davanti a Shakhtar e Chelsea, elimina il Celtic agli ottavi ma deve inchinarsi al Bayern Monaco vittorioso sia all'andata che al ritorno per 2-0.
Molto peggio andrà nella stagione successiva quando la Juventus scompare sotto la neve di Instanbul contro il Galatasaray ed esce addirittura nella fase a gironi, scivolando in Europa League dove la corsa bianconera si ferma in semifinale contro il Benfica. Conte manca così la possibilità di giocarsi il trofeo proprio all'Allianz Stadium, sede quell'anno dell'ultimo atto della competizione.
Getty ImagesUn'eliminazione scottante che porterà Conte a pronunciare l'ormai famigerata frase sul ristorante da 100 euro al cui tavolo la Juventus non avrebbe potuto sedersi.
" Non puoi sederti al ristorante da 100 euro con 10 euro in testa. In Europa ci sono squadre economicamente irraggiungibili, per me sarà molto dura vedere una squadra italiana in finale di Champions League da qui a tanti anni a venire".
Peccato che solo qualche mese dopo proprio la Juventus, allenata da Allegri, raggiungerà la finale di Berlino sfiorando uno storico Triplete sfumato sotto i colpi del Barcellona di Messi, Suarez e Neymar. Il tutto mentre Conte, dopo il biennio alla guida della Nazionale, ci riprova col Chelsea dove non supera gli ottavi di finale uscendo sempre per mano del Barcellona.
Quest'anno invece, alla prima stagione sulla panchina dell'Inter, Conte in Champions League si ferma di nuovo alla fase a gironi finendo terzo dietro il solito Barcellona ed il Borussia Dortmund. L'Europa League allora sembra l'occasione giusta per sfatare il tabù almeno fino alla notte di Colonia, quando il sogno di alzare al cielo il primo trofeo europeo da allenatore viene spento dal Siviglia. La maledizione continua, insomma.




