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Filippo di Pierro, treinador do EldenseReprodução Twitter

Caso Eldense, italiani nella bufera: "Comprano club per truccare le partite"

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A pochi giorni dallo scoppio dello scandalo, l'indagine che ha coinvolto l' Eldense sta facendo il giro del mondo. Lo 0-12 con la seconda squadra del Barcellona, l'atteggiamento remissivo di tanti giocatori, i sospetti di combine. Un fattaccio che si sta allargando a macchia d'olio.

C'è tanta Italia in mezzo: la cordata italiana a capo del piccolo club, ultimo in Segunda B, è accusata dalla stessa dirigenza e da parte dei giocatori di essere coinvolta in un traffico di scommesse e illegalità. "Anche l'allenatore sapeva qualcosa, quando mi ha detto di entrare gli ho risposto che non volevo", ha detto uno dei calciatori, Cheikh Said. L'allenatore è anche lui italiano: Filippo Vito Di Pierro, arrestato ieri.

Filippo di Pierro, treinador do EldenseFilippo di Pierro, treinador do Eldense

Fermato anche Nobile Capuani, la figura principale del gruppo di investitori provenienti dal Belpaese. "Sto andando alla polizia a denunciare quelli che per me sono i veri responsabili di questo scandalo, devono ascoltarmi", aveva detto ieri mattina alla 'Gazzetta dello Sport', prima di essere dichiarato in stato di fermo.

Sono fino a questo momento cinque, invece, le partite sotto la lente d'ingrandimento degli inquirenti, tutte relative al nuovo anno: Villarreal B-Eldense 4-0 (18 febbraio), Atletico Baleares-Eldense 5-0 (5 marzo), Cornellà-Eldense 3-1 (19 marzo), Eldense-Gavà 0-1 (26/3/2017) e, appunto, lo 0-12 col Barcellona del 1° aprile.

E mentre l'Eldense ringrazia su Twitter "per le dimostrazioni di sostegno e fiducia di Liga e Federazione", lo scandalo è sviscerato in maniera dettagliata dall'edizione odierna di 'Repubblica', secondo cui alcuni dei personaggi coinvolti sono gli stessi già indagati negli scorsi anni in Italia: Capuani e Di Pierro, ad esempio, erano nel giro di Ercole De Nicola, il ds de L'Aquila, tra i protagonisti principali dello scandalo 'Dirty Soccer' che ha coinvolto le categorie minori del nostro calcio.

Eldense BarcelonaScreenshot

"La Serie B è diventata più controllata. Si fa qualcosa in Lega Pro. Ma l'ideale è stato trasferirsi all'estero nei campionati minori di alcuni Paesi - spiega una fonte investigativa al quotidiano - Malta, Ungheria, Bulgaria, nei Paesi baltici e balcanici o nella terza serie spagnola sono pieni di strani personaggi italiani, o che hanno giocato da noi, che scendono in campo con un unico obiettivo: alterare le partite".

In sostanza: cordate italiane che acquisiscono club minori al solo scopo di arricchirsi con l'illegalità delle scommesse. Secondo David Aguilar, membro del cda dell'Eldense, durante la settimana i proprietari "andavano dai giocatori e imponevano loro il risultato". Il primo tempo col Barça B, ad esempio, doveva finire 0-8 e così è stato. Dichiarazioni rilasciate agli inquirenti e messe a verbale.

Sempre secondo Aguilar, poi, gran parte dei calciatori non si è mai sottratta al gioco perverso. Alcuni pagavano per giocare: "700 euro a gara. Una partita con il Barcellona, seppur B, fa curriculum". Un altro modo con il quale gli investitori italiani si sono arricchiti con il passare del tempo. La tempesta dello 0-12, ora, sta facendo crollare il loro castello di>

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