Millionarios da una parte, Xeneizes dall’altra. In mezzo, un mondo. Un mondo fatto di rivalità, sportiva ma non solo, di tradizioni, simboli e aneddoti. River Plate-Boca Juniors è universalmente riconosciuto come il derby più caldo al Mondo, il più sentito del Pianeta in una città praticamente divisa in due. I “ricchi” contro i “poveri”, semplifica qualcuno: concetto non derivante dal ceto d’appartenenza dei tifosi, contrariamente a quanto sostenuto dai più.
Ma per comprendere il perchè questa rivalità sia percepita persino più infuocata di quella a forti connotati religiosi tra Rangers e Celtic che infiamma Glasgow o di quella a forte matrice politica che divide la Spagna calcistia tra Barcellona e Real Madrid, bisogna scavare molto a fondo.
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Entrambi i club più affascinanti d’Argentina sono stati fondati all’inizio del ventesimo secolo: nel 1901 il River Plate, quattro anni dopo il Boca. Così come in tanti paesi europei, anche in Sudamerica l’inizio del Novecento coincide con la nascita delle principali squadre di club ma per assistere al primo incontro tra le due squadre (vinto dal River) bisogna attendere il 1913.
La rivalità, però, risale a circa quindici anni dopo e fa seguito a un roboante 6-0 rifilato dal Boca ai ‘cugini’ del River, in una gara ricca di colpi proibiti. Tre anni dopo, un rigore trasformato dal Boca Juniors, segnò il definitivo antagonismo tra i due club di Buenos Aires: gli scontri, infatti, non si limitarono al terreno di gioco ma travalicarono le recinzioni e proseguirono sugli spalti. Da lì in avanti, la frattura non fu più risanata ed anzi, di derby in derby, continua a crescere, sancendo una divisione sempre più netta tra le due tifoserie.
Il Boca Juniors, dai suoi stessi calciatori e tifosi, è considerato "la squadra del popolo", il River Plate invece nell'immaginario collettivo rappresenta la parte aristocratica della capitale. In realtà, il soprannome di "Millionarios" non fa riferimento - come accennato in precedenza - al ceto sociale, bensì al faraonico (per l'epoca) acquisto da parte del River dell'attaccante Bernabé Ferreyra, che nel 1932 fu prelevato dal Tigre in cambio di 9.000 dollari.

Impossibile non ricordare la terribile tragedia della ‘Puerta 12’, avvenuta nel 1968 quando, proprio in occasione di un ‘SuperClasico’, 71 persone persero la vita al Monumental, proprio davanti al cancello numero 12, in una sciagura mai chiarita al 100%. E purtroppo non fu quello l’unico caso in cui River-Boca portò alla morte di qualche tifoso.
La rivalità, però, non è soltanto violenza ma anche sano dualismo. Quando il River Plate nel 2012 scivolò clamorosamente in Serie B, i tifosi del Boca si scatenarono ribattezzando i rivali come “riBer Plate” e dedicando loro un coro indimenticabile poi mutuato in quello divenuto ben noto durante i Mondiali del 2014 dall’intera tifoseria argentina ed indirizzato ai rivali brasiliani. Ma quella è un’altra storia.
Adesso le due squadre “nemiche” per eccellenza si sfidano e, per la prima volta nella storia, in palio c’è la Copa Libertadores. Non è mai successo in passato, forse non succederà mai più. Il calcio mondiale sta scrivendo una pagina di storia e non sempre si ha la fortuna di esserne partecipi. Stavolta sì.






