Hai più di 18 anni?

Help us verify your age by providing an honest response. This site contains gambling advertising for 24+.

Age-restricted content

Non hai l'età minima richiesta per visualizzare contenuti relativi alle scommesse. Verrai reindirizzato alla pagina iniziale.

Pubblicità
Pubblicità
+18 | Contenuto Commercial | Si applicano Termini e condizioni | Gioca responsabilmente | Principi pubblicazione editorialiADM
Rafael Benitez Liverpool Premier League

Benitez ricorda: “Napoli nel cuore, con l'Inter c'era un programma”

Pubblicità

Le ultime due vittorie hanno risollevato la classifica del suo Newcastle, ora Rafa Benitez ripercorre la sua avventura italiana tra Napoli e Inter, spiegando anche i motivi del suo addio.

Guarda su DAZN oltre 100 match di Serie A e tutta la Serie B: attiva ora il tuo mese gratuito!

Intervistato da 'La Gazzetta dello Sport', l'allenatore spagnolo racconta la parentesi partenopea: "Ho un grande ricordo di quei due anni bellissimi: Napoli è rimasta nel mio cuore. Il presidente De Laurentiis mi aveva offerto un contratto pluriennale, ma le mie due figlie erano piccole e ho dato priorità alla famiglia che voleva tornare in Inghilterra o Spagna. Il colpo Higuain? Fu semplicissimo. Avevamo già preso tutti gli stranieri più in gamba e Gonzalo si è subito fidato. Penso non se ne sia mai pentito".

Dopo l'impronta di Sarri questo Napoli può arrivare in alto: "Può arrivare in fondo, su tutti i fronti. Sarri? In Premier il suo Chelsea sta facendo bene mostrando il bello del suo calcio: Sarri ha grandi meriti".

Diversa invece l'esperienza nerazzurra ai tempi di Moratti: "Alla fine insieme abbiamo vinto due titoli. Moratti resta un signore, innamorato della sua Inter anche se forse un po’ troppo emotivo. Per i suoi giocatori dava tutto, poi bastava un risultato storto e s’innervosiva. Arrivammo a Brema già promossi in Champions e decisi di schierare i giovani per risparmiare i titolari in vista del Mondiale per club. Lo avvisai e fu d’accordo. Ma perdemmo e si lamentò con la stampa".

Benitez arrivò sulla panchina dell'Inter dopo il Triplete: "C’era il problema del fair play finanziario, ma lo seppi a mercato chiuso. Peccato perché con Branca, Ausilio e il presidente avevamo stilato un bel programma triennale: puntare su tre giocatori di peso, tre italiani con meno di 25 anni e tre under 21 di prospettiva. Per aprire un nuovo ciclo serviva puntare sui giovani".

Tra i grandi rimpianti dell'Inter c'è sicuramente Coutinho: "Lo lanciai subito. Fu un bel colpo di mercato, si vedeva che aveva i numeri. Se un calciatore ha qualità deve giocare: non bisogna guardare la sua carta d’identità".

Benitez fa infine chiarezza sull'addio con i nerazzurri: "Via per la vecchia guardia? Non è vero. Ebbi l’appoggio del nucleo storico: Zanetti, Cordoba, Milito, Walter Samuel, Cambiasso e dello stesso Eto’o che con me fece 18 goal. Peccato non aver avuto il tempo per andare oltre le due vittorie nelle coppe. Diciamo che forse papà Moratti non se l’è sentita di staccarsi dai suoi pupilli. Ma ormai è andata in quella maniera. L’importante è che ora l’Inter sia tornata competitiva".

Pubblicità

TI È PIACIUTA QUESTA STORIA?

Aggiungi GOAL.com come fonte preferita su Google per vedere più articoli della nostra redazione.

Segui GOAL su Google