Un manciata di tiri, mai però nello specchio della Juventus. Basta questo a descrivere la complicata, a dir poco, gara dell'Atletico Madrid in casa bianconera. Dal ruggito del leone al Wanda Metropolitano al tremolio del felino indifeso allo Stadium. Che ha ovviamente generato l'eliminazione dalla Champions.
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Messo alle strette sin dai primi minuti, con una Juventus mai così rabbiosa durante la stagione, l'Atletico Madrid si è affacciato pochissimo dalle parti di Szczesny, senza mai impegnarlo. Attento, il portiere di Madama, ha dovuto controllare solamente su alcuni tiri dalla distanza e sopratutto sul colpo di testa alto di Morata.
Senza Diego Costa, sostituito da Morata, con Koke sulla fascia, Griezmann in avanti e Saul interno, l'Atletico Madrid si è dimostrato essere inoffensivo per tutta la gara, abbattuto dal muro del suono dello Stadium e probabilmente dalle troppe aspettative generate dal 2-0 dell'andata.
Griezmann, ad esempio, è consapevole di un match da dimenticare, arrivato proprio nel momento peggiore:
"La sconfitta è colpa di tante cose, sono stati superiori a tutti i livelli come noi all'andata. Non abbiamo mostrato il nostro gioco, abbiamo scelto il giorno sbagliato per crollare. Non sono entrato in partita oggi, mi dispiace".
Non è certo roba di tutti i giorni vedere l'Atletico Madrid subire tre goal, anche se in questa Champions, nella fase a gironi, i Colchoneros avevano già subito una sconfitta pesante, alla fine non decisiva per il proseguo del torneo: 4-0 contro il Borussia Dortmund e ottavi comunque raggiunti.
Di certo c'è un Atletico Madrid decisamente Giano bifronte tra casa e trasferta, tra l'assorbire il calore dei propri tifosi ed essere sciolto dal tifo degli avversari. La delusione più grande per i suoi tifosi però è sicuramente l'opportunità sfumata di giocare la finale in casa, al Wanda. Che sarà invasa da forze straniere il prossimo maggio.



