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Juventus Arezzo 2007Getty

Arezzo, incubo fallimento vicino: scatta la messa in mora

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Questa in corso è sicuramente una stagione da dimenticare per la Serie C: dopo i fallimenti avvenuti di Modena e Vicenza, anche un'altra storica società come l'Arezzo sta per salutare i campionati professionistici.

Motivo di questo tracollo ovviamente i debiti, tanti, lasciati dalla presidenza Ferretti: un buco di circa 2 milioni e stipendi non pagati che hanno già avuto come effetto la penalizzazione di tre punti, a cui presto se ne aggiungeranno altri otto.

Inoltre, come riportato da 'La Gazzetta dello Sport', i giocatori hanno deciso di esercitare la messa in mora sul club che scatterà nella giornata di lunedì. Per far capire quanto sia grave la situazione, sono gli stessi atleti a pagarsi le cure mediche e al match odierno a Pontedera parteciperanno dopo aver viaggiato sulle loro auto.

Un barlume di speranza che tutto questo potesse essere evitato lo si era avuto al momento del passaggio di proprietà a MarcoMatteoni, che però non è riuscito a mantenere le promesse fatte in precedenza. Ai microfoni de 'La Nazione', ha spiegato le cause di tale insuccesso: "Mi assumo tutte le colpe ma ci ho messo soldi e cuore. Non riesco ad andare avanti da solo come ho sempre detto. Non prendetevela col passato ma con me. La voragine era ed è troppo ampia per farvi fronte da soli".

Tanta rabbia da parte del tecnico Pavanel: "Matteoni ci ha preso tutti in giro, vergognoso aver giocato con la nostra passione e la nostra voglia. Fino a poche ore prima del presunto pagamento degli stipendi mandava sms rassicuranti, poi sappiamo tutti cosa è successo. E' inaccettabile che certi personaggi girino intorno al calcio. Poi ha spronato l'imprenditoria e le istituzioni cittadine a trovare una soluzione per poter finire la stagione. Se la squadra deciderà di scendere in campo bene, altrimenti rispetterò le scelte dei ragazzi".

A rendere vani i buoni propositi di Matteoni, il passaggio del 42% del club, sfumato, ad un fondo inglese che avrebbe rilevato delle irregolarità nel bilancio, presentando addirittura una denuncia per falso.

Per l'Arezzo si fa sempre più vicino dunque il baratro del terzo fallimento dopo quelli avvenuti nel 1993 e 2010.

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