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Massimiliano Allegri Bologna Juventus 18122021Getty Images

Allegri e il ritorno alla Juventus: "Avevo già firmato per il Real Madrid"

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Messi alle spalle due anni vissuti lontano dal calcio, Massimiliano Allegri è tornato ad essere, in questa stagione, uno dei grandi protagonisti della Serie A. Il tecnico livornese è ripartito da dove aveva lasciato, ovvero da Torino e dalla panchina della Juventus.

Allegri, in una lunga intervista rilasciata a ‘GQ Italia’, ha spiegato che, in qualunque caso, questa sarebbe stata l’annata del suo ritorno nel mondo del calcio.

“Sì, era il tempo giusto. Sono stato fermo parecchio, sarei comunque tornato ad allenare, avrei potuto farlo prima ma poi sono subentrate anche questioni personali e di famiglia. Nel 2018 è venuta a mancare mia madre, quindi nel 2019 non mi volevo allontanare troppo, e ne ho approfittato per stare vicino a Giorgio, il mio figlio più piccolo, la grande ormai vive a Milano ed è autonoma; mio padre è a Livorno e ha risentito molto della mancanza di mia madre. La decisione di tornare alla Juventus, oltre al fatto di essere legato alla proprietà e al club, è anche frutto del desiderio di stare accanto a mio figlio, che vive a Torino con la madre. Sono uno a cui piace avere tutti gli affetti vicini”.

Allegri ha svelato che, nel caso in cui non fosse arrivata una chiamata dalla Juventus, sarebbe ripartito dal Real Madrid.

“L’ho detto e lo ripeto: quest’anno avevo già firmato un accordo con il Real Madrid. Poi la mattina ho chiamato il presidente e gli ho detto che non sarei andato perché avevo scelto la Juventus. Mi ha ringraziato”.

Il Real Madrid avrebbe rappresentato un’altra tappa importante di una grande carriera.

“A livello professionale sarebbe stato il coronamento di un percorso, certo: Milan, Juve, Real. Ma nella vita non si può avere sempre tutto e io sono davvero contento e orgoglioso di aver allenato per quattro anni il Milan e ora essere al sesto in un club come la Juventus. Al Real ho detto no due volte. La prima è stata mentre ero in fase di rinnovo con la Juve: dissi al presidente del Real che avevo già dato la mia parola a Andrea Agnelli”.

Allegri ha ritrovato una Juventus diversa da quella che aveva lasciato.

“Lo è. Ed è una bella sfida, interessante, che ho la fortuna di affrontare al fianco di una proprietà che è la stessa da sempre, e che ha voglia come me di tornare a vincere. Quando sono arrivato la prima volta nel 2014 era tutto diverso; Antonio Conte aveva fatto un gran lavoro insieme alla società, vincendo tre campionati e costruendo una squadra molto forte che andava solo rifinita. Quest’anno è una squadra molto diversa da quella, con molti giovani, con giocatori forti ma con meno esperienza. Però stiamo ripartendo da una base chiara, che è il Dna della Juventus, e che consiste nel tornare a vincere ma sapendo soffrire e avendo voglia di lottare sempre”.

In questa stagione c’è un giocatore in particolare che lo ha sorpreso.

“Una sorpresa meravigliosa è stato Danilo. È un campione, un ragazzo molto intelligente, responsabile e che si mette sempre a disposizione della squadra. I Bonucci e i Chiellini li conosciamo già, però Danilo è stato veramente una scoperta”.

A gennaio Morata sembrava destinato all’addio, poi però è rimasto a Torino.

“La sera che la società ha preso Vlahovic ho chiamato Álvaro e gli ho detto: «Non ti muovi da qui perché ora con lui diventi un giocatore molto più importante», e così è stato. Discutere Morata tecnicamente è da folli; è normale che se gli si chiede di far cose che non è in grado di fare possa non rendere al meglio, ma non dimentichiamoci che lui si è messo a disposizione e ha giocato per mesi in una posizione che non era propriamente la sua”.

Proprio a gennaio, la Juventus si è assicurata un talento straordinario: Dusan Vlahovic.

“È un ragazzo giovane, con poca esperienza internazionale, che però ha qualità, vuole e può migliorare, e ha tutto il tempo per farlo. Davanti alla porta ha una cattiveria assoluta. La Juventus ha fatto un acquisto importante: nel mondo lui, Mbappé e Haaland sono i più forti in circolazione della loro generazione”.
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