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Kucka SlovanGetty Images

Slovan Bratislava-Milan è la gara dell'ex Kucka: "Non pensavo che Leão sarebbe andato lontano, camminava in campo"

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Chi si rivede. Nello Slovan Bratislava che martedì affronterà il Milan in Champions League troneggia una vecchia conoscenza della Serie A e dei rossoneri: Juraj Kucka.

Uno dei motivi di interesse della sfida in Slovacchia sarà rivedere lui, Kucka, ancora in campo nonostante i 37 anni (a febbraio diventeranno 38). Nel nostro campionato ha indossato tre maglie: quella del Genoa, del Parma e, appunto, del Milan.

Esperienza durata due anni, quella milanese: dal 2015 al 2017. Epoca buia, con pochi campioni, zero partecipazioni alla Champions League e senza trionfi, escludendo una Supercoppa Italiana. Ma è un periodo che Kucka porta comunque nel cuore.

  • I DUE ANNI DI KUCKA

    Kucka è stato acquistato dal Milan nell'estate del 2015: era reduce da quattro stagioni e mezza al Genoa, che a sua volta lo aveva prelevato dai cechi dello Sparta Praga e dove era riuscito a farsi apprezzare.

    Nella Milano rossonera ha trascorso due stagioni: nel 2015/16 ha messo a segno una rete in campionato, l'anno successivo ha aumentato il bottino a tre, più un altro goal in Coppa Italia. 67, con 5 goal e 6 assist, le presenze complessive col Milan in tutte le competizioni.

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  • TERZA STAGIONE ALLO SLOVAN

    Non è esatto affermare che dopo aver lasciato il Milan di Kucka si siano perse le tracce. Anche perché dopo la parentesi turca al Trabzonspor l'ex rossonero si è fatto vedere per la terza volta in Italia: al Parma, dove è arrivato nel gennaio 2019 rimanendovi fino al 2021.

    Quindi una comparsata in Premier League con il Watford, culminata con la retrocessione in Championship, e la decisione di avvicinarsi a casa: dal 2022 Kucka indossa la casacca dello Slovan, la formazione più titolata di Slovacchia, con cui ha conquistato il campionato per due anni di fila. Nel frattempo si è pure fatto il suo ultimo europeo con la Nazionale di Calzona, venendo eliminato agli ottavi dall'Inghilterra.

    Kucka ha giocato poco nel torneo locale in questo scorcio di stagione, ma in Champions League si è spesso e volentieri visto in campo: 9 presenze, preliminari compresi. L'ultima è stata contro il Celtic, a settembre. Poi si è infortunato seriamente a un ginocchio, dovendo operarsi, ma da qualche giorno è nuovamente abile e arruolabile. Giusto in campo per sfidare il Milan.

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  • L'ESULTANZA AL SORTEGGIO

    Kucka, del resto, aspettava questo momento da diverso tempo. In estate, quando lo Slovan è stato abbinato anche al Milan nel proprio percorso del girone di Champions League,si è messo a esultare come un pazzo. Il video è divenuto immediatamente virale sui social.

    "Non servono molte parole, ero felice - ha detto lo slovacco nella conferenza stampa della vigilia, a cui pure lui ha preso parte assieme all'allenatore Weiss - Sono un tifoso del Milan, resto legato al club. Sfidarlo in Champions League è qualcosa di speciale".

  • Kucka MilanGetty Images

    "HO SEMPRE DATO TUTTO"

    L'argomento, durante la chiacchierata coi giornalisti presenti, è naturalmente ruotato attorno al biennio di Kucka al Milan. Due anni con qualche delusione e qualche gioia, come la vittoria nella Supercoppa Italiana contro la Juventus di Dybala, Higuain e Allegri.

    "Io ho sempre provato a dare il massimo - ha detto ancora - Non sempre si riesce a vincere, ma ho sempre dato tutto e questo ai tifosi piaceva. Ho sempre lottato per la maglia. Il momento più bello? La Supercoppa vinta contro la Juve".

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  • "LEÃO CAMMINAVA"

    A Kucka è stato chiesto pure con chi, degli attuali giocatori della rosa del Milan, avrebbe volentieri condiviso lo spogliatoio. E lui ha risposto senza troppi peli sulla lingua.

    "Pulisic mi piace molto e anche Leão è molto forte. Quando giocavo a Parma non pensavo che Leão sarebbe andato lontano. Invece adesso è cambiato, è diventato un grande giocatore. Lo vedevo camminare in campo, sembrava che non avesse voglia di giocare".

    Leão giocherà dal primo minuto. Kucka, reduce da quasi due mesi di stop, dovrebbe invece partire dalla panchina. Con la speranza di entrare in campo, anche solo nella parte finale della gara, e rendere l'amarcord davvero completo.

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