7 luglio: questa è la data dell'ultima presenza in campo di Pulisic prima di Lazio-Milan. In quell'occasione l'ex Chelsea scendeva in campo con gli Stati Uniti ai Mondiali, agli ottavi di finale contro il Belgio, e andava malissimo. Per tutti. Anche per lui.
Nel corso del secondo tempo, poco prima dell'1-3 di Vanaken, Pulisic tentava una conclusione dal limite ma andava a sbattere contro la gamba di Tielemans. Rimaneva qualche altro minuto in campo, assisteva da lontano alla terza rete belga, poi era costretto a riportarsi mestamente in panchina.
"Mi sono completamente slogato la caviglia e il ginocchio in una sola azione - spiegava Pulisic dopo la partita e l'eliminazione - Pazienza. Ora avrò tempo per riposare. È solamente un modo sfortunato di chiudere".
Microfrattura al perone: questo evidenziavano gli esami effettuati nei giorni successivi. Con uno stop previsto di un mese, un mese e mezzo. E un precampionato con il Milan necessariamente cominciato con il freno a mano.
Alla fine i tempi di recupero sono stati rispettati, ma non del tutto. Pulisic è tornato in gruppo prima dell'inizio della Serie A, ma nelle prime tre giornate non ha messo piede in campo. "Non è pronto per giocare", diceva di lui Amorim, sottolineandone una condizione ancora precaria. Poi, dal nulla, ecco il tardo pomeriggio di Roma. Quello della rinascita.