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Atalanta BayernGetty Images

Per l'onore e non solo: l'Atalanta in casa del Bayern per chiudere la sua Champions a testa alta

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L'epilogo è di fatto già scritto: ancora poche ore e il calcio italiano non avrà più rappresentanti in Champions League.

L'ultima a salutare la massima competizione europea sarà l'Atalanta che, a Monaco di Baviera e contro il Bayern stellare, avrà bisogno di molto più che un'impresa per prolungare il suo cammino.

L'1-6 subito a Bergamo nella gara di andata non lascia speranze. Questione di freddi numeri, ma anche di caratura dell'avversario. La sorte, negli ottavi di finale, ha imposto alla Dea forse il più difficile da affrontare in questo momento e il primo dei due confronti ha ampiamente dimostrato quanto grande sia il divario tra due squadre nate e costruite per puntare ad obiettivi diversi.

Quella dell'Allianz Arena sarà comunque una partita da rispettare: la squadra di Palladino avrà modo di dimostrare che quella vista nei primi novanta minuti non è stata la vera Atalanta e che c'è un motivo se comunque è stata, tra tutte le compagini nostrane, quella che si è spinta più lontano nel torneo.

Una sfida per salvare l'onore e per salutare la Champions a testa alta.

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    SI TORNA AD UNA DIFESA A TRE

    Per approdare ai quarti di finale e superare un ostacolo enorme come il Bayern sarebbe servita comunque un'impresa enorme, ma la sfida di andata ha lasciato quel retrogusto amaro della sensazione di essersi complicati la vita.

    A Bergamo, la Dea ha deciso di affrontare i bavaresi nel modo più coraggioso possibile e, per farlo, non si è affidata solo alla mentalità, ma si è anzi presentata in campo con un abito fin troppo insolito.

    Palladino ha studiato in maniera approfondita i campioni di Germania, ne ha colto i pregi ed i difetti e ha così deciso di sorprendere tutti schierando la sua squadra con un 4-4-2.

    Un atto di coraggio certamente, ma anche un'intuizione che non ha dato i frutti sperati. Quella che doveva essere una formazione più offensiva, con due punte vere contemporaneamente in campo dal 1' come Krstovic e Scamacca, alla fine è stata schiacciata da un avversario che non ha lasciato spazi sugli esterni e che, grazie alla sua qualità ma anche a tanta intensità, ha ridotto al minimo i rifornimenti per l'attacco.

    A Monaco di Baviera, l'Atalanta tornerà a un sistema di gioco più usuale, quello che prevede una difesa a tre e due elementi a supporto di un'unica punta. Il modulo aiuterà certamente, ma ci sarà bisogno anche di quella forza di volontà che la squadra orobica ha dimostrato anche nel recente passato di avere in quantità industriali.

    L'impresa all'Allianz Arena è impossibile, ma tornare in Italia con un risultato comunque prestigioso no.

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  • IL RIMPIANTO 'FASE CAMPIONATO'

    Quando il cammino dell'Atalanta in Champions League sarà arrivato alla sua conclusione, probabilmente i rimpianti più grandi saranno legati non alla sfida di andata col Bayern, bensì all'occasione mancata di approdare agli ottavi di finale senza passare dai playoff e soprattutto con lo status di testa di serie.

    Ragionare con i se e con i ma è fin troppo semplice: magari non sarebbe cambiato nulla, certamente sarebbe cambiato l'ostacolo da superare.

    La Dea, a un certo punto della 'Fase Campionato', era parsa essere non solo la squadra italiana più lanciata verso l'approdo diretto agli ottavi, ma anche vicina a tagliare il traguardo.

    Aveva chiuso il 2025 con quattro vittorie all'attivo (l'ultima delle quali contro una big come il Chelsea), accompagnate da un pareggio e una sola sconfitta (quella dell'esordio contro i campioni in carica del PSG), e dunque con 13 punti.

    Lo stesso bottino di PSG, Newcastle, Chelsea, Barcellona, Sporting Lisbona, Manchester City ed Atletico Madrid: tutto questo a confermare la bontà del suo cammino, ma proprio quando ormai sembrava a un soffio dal pass, la Dea è caduta prima in casa contro l'Athletic Bilbao e poi in Belgio contro l'Union Saint-Gilloise.

    Due sfide non impossibili e due sconfitte che hanno inevitabilmente cambiato il corso delle cose.

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  • Atalanta BC v Borussia Dortmund - UEFA Champions League 2025/26 League Knockout Play-off Second LegGetty Images Sport

    A MONACO NON SOLO PER FARE PRESENZA

    Il risultato dell'andata ha di fatto già chiuso il discorso, ma questo non vuol dire che l'Atalanta a Monaco di Baviera si presenterà in campo solo per fare presenza.

    C'è da chiudere a testa alta un torneo che comunque l'ha vista protagonista e che ha lasciato in eredità serate indimenticabili dalle quali ripartire in futuro, su tutte quella coincisa con lo straordinario 4-1 imposto al Borussia Dortmund, che è valso una storica rimonta oltre che l'approdo agli ottavi di finale.

    Non va inoltre dimenticato che ormai la Dea, che comunque nel torneo ha fatto meglio di Inter, Juventus e dei campioni d'Italia del Napoli, rappresenta una certezza anche in campo europeo: negli ultimi anni il suo status è cambiato e la sua straordinaria ascesa l'ha portata non solo a giocare e spesso a vincere sui più importanti campi d'Europa, ma anche a sfiorare una semifinale di Champions League sfumata per un nulla e a vincere una storica Europa League.

    Tutti risultati ottenuti con il gioco e il coraggio di chi non soffre di complessi di inferiorità. Una storia straordinaria che anche contro il super Bayern di Kane e compagni andrà rispettata.

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  • TRA ONORE E CAMPIONATO

    Contro una corazzata da 121 goal in stagione, l'Atalanta dovrà fare di tutto per dimostrare che quello dell'andata è stato in qualche modo un episodio, ma dovrà farlo ovviamente senza dimenticare che la sua stagione non si chiuderà all'Allianz Arena.

    La classifica del campionato dice infatti che, nonostante i due soli punti raccolti nelle ultime tre uscite, la strada che conduce all'Europa è ancora assolutamente percorribile.

    Va tenuto il passo di squadre che, prima dell'arrivo di Palladino, sembravano irraggiungibili e che invece oggi sono ancora a tiro.

    La sfida in terra di Germania dovrà servire anche per preparare al meglio quella di domenica con il Verona: sarà quella sì una gara nella quale non saranno ammessi grandi margini di errore.

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