Hai più di 24 anni?

Help us verify your age by providing an honest response. This site contains gambling advertising for 24+.

Age-restricted content

Non hai l'età minima richiesta per visualizzare contenuti relativi alle scommesse. Verrai reindirizzato alla pagina iniziale.

alt
Pubblicità
Pubblicità

Questa pagina contiene link di affiliazione. Quando acquisti tramite i link forniti, potremmo guadagnare una commissione.

+18 | Contenuto Commercial | Si applicano Termini e condizioni | Gioca responsabilmente | Principi pubblicazione editorialiADM
FBL-ITA-SERIEA-VERONA-NAPOLIAFP

Niente squalifica per Conte dopo l'insulto all'arbitro Manganiello: cosa rischiava e perché non salta nessuna partita dopo il caso in Napoli-Como

Pubblicità

Antonio Conte non sarà squalificato dopo il caso esploso durante Napoli-Como di Coppa Italia dell’11 febbraio al Maradona.

Il tecnico azzurro ha evitato lo stop nonostante l’insulto rivolto all’arbitro Gianluca Manganiello, trasformando la possibile sanzione sportiva in una multa grazie a un accordo con la Procura Federale, che avviato le indagini per fare piena luce sull'accaduto.

In base all'articolo 36 del Codice di Giustizia Sportiva, Antonio Conte avrebbe potuto essere fermato per un minimo di quattro giornate, la pena base prevista per condotta ingiuriosa nei confronti di un ufficiale di gara.

  • COSA È SUCCESSO

    Durante il match valido per i quarti di finale di Coppa Italia, Conte si è reso protagonista di uno sfogo nei confronti del direttore di gara Manganiello, chiedendo di rivedere al monitor un presunto fallo da ultimo uomo di Ramon su Hojlund.

    La protesta è stata accompagnata da un’espressione offensiva, non venne rilevata dagli ufficiali di gara, nonostante la presenza ravvicinata del quarto uomo Giovanni Ayroldi, permettendo così al tecnico di restare regolarmente in panchina fino alla fine della partita.

    Nel caso in cui Ayroldi avesse sentito l’insulto, Conte sarebbe stato espulso dall’arbitro Manganiello.

    Le immagini emersero soltanto dopo il match, attraverso la cosiddetta “Conte cam”, mostrarono chiaramente il labiale dell’allenatore, poi diffuso e sottotitolato, scatenando polemiche.


  • Pubblicità
  • L’INDAGINE DELLA PROCURA FIGC E IL RISCHIO SQUALIFICA

    La visibilità dell’episodio ha portata all’immediata apertura di un fascicolo da parte della Procura Federale guidata da Giuseppe Chinè.

    Come sottolinea Il Corriere dello Sport, Conte rischiava una squalifica minima di quattro giornate in base all’articolo 36 del Codice di Giustizia Sportiva, relativo a condotte ingiuriose verso gli ufficiali di gara.

    Il tecnico è stato quindi ascoltato in gran segreto a Castel Volturno dagli ispettori federali, guidati dall’avvocato Giorgio Ricciardi, alla presenza del legale Mattia Grassani.

    Durante l’audizione, Conte ha spiegato le ragioni della propria reazione, indicando la tensione del momento, l’importanza della gara e quello che ha definito un errore arbitrale determinante.


  • Pubblicità
    Pubblicità
  • ACCORDO CONTE-PROCURA FIGC: NIENTE SQUALIFICA, SOLO MULTA

    A seguito dell’interrogatorio, Procura e difesa hanno trovato un’intesa sulla base dell’articolo 126 del Codice di Giustizia Sportiva.

    Come riferisce Il Corriere dello Sport, la squalifica è stata interamente commutata in una multa da 6 mila euro, ridotta grazie alla collaborazione dell’allenatore.

    Conte ha inoltre accettato di destinare l’intera somma a una associazione nazionale impegnata nell’assistenza domiciliare ai malati oncologici.

    La Procura Generale dello Sport presso il CONI ha espresso parere favorevole all’accordo e si attende il comunicato ufficiale della FIGC per rendere esecutivo il provvedimento.

  • TI È PIACIUTA QUESTA STORIA?

    Aggiungi GOAL.com come fonte preferita su Google per vedere più articoli della nostra redazione.

    Segui GOAL su Google