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Moviola Napoli FrosinoneGetty Images

Moviola Napoli-Frosinone: perché il rigore di Hojlund è stato ripetuto, De Bruyne segna dopo l'errore del danese

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Dopo il rigore giustamente concesso all'Inter contro il Parma nel tardo pomeriggio, VAR di nuovo in azione. Questa volta a Napoli, nel posticipo serale contro il Frosinone.

Il protagonista, di fatto, è l'arbitro: il signor Ermanno Feliciani di Teramo. Colui che ha fatto ribattere un calcio di rigore che, inizialmente, Hojlund si era fatto respingere da Palmisani, consentendo a De Bruyne di andare a segno al secondo tentativo.

Perché? Il motivo della decisione di Feliciani di far calciare una seconda volta il rigore, peraltro concesso in maniera molto dubbia.


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  • L'EPISODIO DEL "DOPPIO" RIGORE

    La concessione del rigore ha avuto origine da un fallo in area di Cittadini su Hojlund. Proprio il danese si è portato sul dischetto e ha calciato con il sinistro, ma Palmisani ha intuito la traiettoria del tiro e l'ha respinto, prima che Neres incornasse a lato sulla ribattuta.

    Il Frosinone ha esultato, Palmisani pure. Ma dopo qualche secondo, la felicità dei ciociari e di Alvini si è trasformata in sconcerto.

    L'arbitro Feliciani ha infatti ascoltato le indicazioni provenienti dalla Sala VAR, disegnato con le mani il classico simbolo rettangolare e indicato nuovamente il dischetto: il rigore doveva essere ricalciato.

  • PERCHÉ IL RIGORE È STATO RIBATTUTO

    Il rigore è stato ribattuto perché Palmisani, il portiere del Frosinone, si è mosso in anticipo: ha cioè staccato entrambi i piedi dalla linea di porta prima che Hojlund calciasse, il che non è consentito dal regolamento.

    "Il portiere si è mosso prima": questo ha spiegato Feliciani ai giocatori ospiti al momento di indicare per la seconda volta in pochissimi minuti il dischetto.

    Non solo: tre calciatori del Frosinone hanno invaso l'area di rigore prima della battuta di Hojlund, approfittando poi della respinta di Palmisani. Anche questo non è consentito dal regolamento.

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  • IL FALLO DA RIGORE C'ERA?

    Se la decisione di Feliciani di far calciare il penalty una seconda volta è impeccabile, più di un dubbio desta invece quella originaria: la concessione del rigore stesso, nata da un fallo piuttosto dubbio.

    L'intervento in area, come già accennato, è stato di Cittadini su Hojlund. Ma un incrocio di gambe tra l'ex centrale del Monza e il danese non c'è stato, così come è stata lieve la spinta del primo sul secondo. Decisamente discutibile, insomma, la massima punizione.

    Perché qui il VAR non è intervenuto? Perché la decisione del direttore di gara è stata considerata di campo, dunque non un chiaro ed evidente errore. In questi casi la tecnologia non può essere utilizzata.

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