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Morata SpagnaGetty Images

Morata, l'infortunio è alle spalle: gioca con la Spagna, si guadagna e cede un rigore a Pedri e ora punta la Juventus

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Alvaro Morata c'è. E questa, considerando come tra quattro giorni a San Siro arrivi la Juventus per il big match della tredicesima di A, è una delle notizie migliori che il Milan potesse ricevere.

L'ex attaccante dell'Atletico Madrid ha giocato con la Spagna lunedì sera. Un tempo in campo, un altro in panchina, a soffrire per un risultato costantemente in bilico fino agli ultimi secondi di partita. Anche se le Furie Rosse si erano già qualificate ai quarti di finale di Nations League con largo anticipo.

Morata, poi, lo zampino sul 3-2 che i campioni d'Europa in carica hanno conquistato contro la Svizzera l'ha pure lasciato. E anche questa, in ottica rossonera, è un'ottima notizia.

  • IL RIGORE GUADAGNATO

    Morata è sceso in campo dall'inizio, lasciando poi il posto al giovane Omorodion - una delle sensazioni di questo avvio di stagione - tra primo e secondo tempo. E in 45 minuti è in qualche modo riuscito a lasciare il segno.

    Attorno alla mezz'ora, proprio Alvaro si è guadagnato il rigore che ha portato in vantaggio la Spagna, facendosi spingere in area dall'ex granata Ricardo Rodriguez dopo una bella incursione personale. Vantaggio arrivato con il brivido: Pedri ha calciato, il portiere Mvogo ha respinto e dopo una serie di rimpalli Yeremy Pino ha segnato da due passi.

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  • Rigore Pedri Spagna SvizzeraGetty Images

    IL GESTO ALTRUISTA

    Ma perché il rigore non lo ha calciato Morata? Del resto è lui il rigorista ufficiale della Roja. Una questione che in Spagna si sono posti in molti, quando hanno visto Pedri portarsi sul dischetto, ma che ha una spiegazione.

    È stato lo stesso Morata a decidere di lasciare il rigore a Pedri, in quanto il compagno di squadra è nato e cresciuto a Tegueste, nell'entroterra di Tenerife. Ovvero la città dove si è giocata la partita contro la Svizzera. Anche se il centrocampista del Barcellona ha poi sciupato tutto, sbagliando il penalty davanti alla propria gente.

    "Io credo sia importante riflettere sulla generosità di Morata - ha detto il ct spagnolo Luis De la Fuente dopo la partita - Un gesto di grandezza di un grandissimo calciatore e una gran persona, con un compagno che oggi voleva battere il rigore in un giorno molto speciale per lui".

    Dettaglio: Morata avrebbe raggiunto Fernando Torres al terzo posto della classifica marcatori all time della Spagna. Ma ha deciso di mettere il noi davanti all'io.

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  • INFORTUNIO ALLE SPALLE

    L'infortunio di Morata, in sostanza, è completamente alle spalle. Il che, del resto, era già divenuto evidente qualche giorno prima, quando la Spagna si era recata in Danimarca e aveva vinto per 2-1.

    Morata, in quell'occasione, era entrato dalla panchina. De la Fuente lo aveva inserito a una ventina di minuti dalla fine al posto di Ayoze Perez, che poco prima aveva firmato la rete del successo spagnolo. Ora il minutaggio è aumentato a 45 minuti. E il fastidio del Milan con la Roja per la convocazione del proprio giocatore sta lasciando spazio all'ottimismo in vista di sabato.

  • SFIDA DA EX

    Ottimismo non tanto che Morata si presenti nelle migliori condizioni: lo stop non è stato serio, e soprattutto è stato breve. Alvaro ha saltato solo Cagliari, dove avrebbe voluto ripetere la magica notte da ex di Madrid, e ora punta la Juventus.

    Di nuovo una giornata da ex, ma in un contesto diverso. Intanto perché si gioca a San Siro e non al Bernabeu, e poi perché nella Torino bianconera il sentimento generale nei confronti di Morata è ancora di affetto, nonostante oggi lo spagnolo indossi la maglia di una rivale storica.

    Morata alla Juventus ha trascorso quattro stagioni, suddivise in egual misura in due bienni: dal 2014 al 2016 ha vinto due Scudetti e segnato - inutilmente - in finale di Champions League, meno fortunata invece la parentesi 2020-2022. Anche da esterno offensivo.

    Ma questo è il passato: il presente dice che il Milan necessita anche di un Morata al top fisicamente e mentalmente per far suo il big match di sabato. Per dare un segnale forte al campionato e per riavvicinarsi al gruppone di testa.

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