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Lavagna Milan AmorimGOAL

Milan col 4-2-3-1 contro il Sassuolo? Il possibile nuovo modulo, chi giocherebbe e in che ruolo

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Attenzione alla svolta tattica. Per uno che al Manchester United affermava che "nemmeno il Papa potrebbe convincermi a cambiare", si tratterebbe di un qualcosa di quasi storico.

Ruben Amorim potrebbe schierare il Milan con un nuovo modulo. E abbandonare quella difesa a tre che lo ha accompagnato per tutta la carriera di allenatore, che gli ha consentito di trionfare allo Sporting, che ha fatto da sfondo al sonante fallimento di Manchester, che lui stesso ha portato anche a Milano.

Quando potrebbe arrivare questo cambiamento? Già domenica prossima in casa del Sassuolo, nella prima partita dei rossoneri dopo la sosta per le Nazionali. Sosta che qualche indicazione, da Milanello, in questo senso l'ha fatta trapelare.


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  • IL 4-2-3-1 CONTRO IL PADOVA

    L'amichevole contro il Padova è stata abbastanza indicativa delle idee che Amorim potrebbe ben presto implementare. E poco importa che mancassero praticamente tutti i titolari, impegnati con le rispettive Nazionali.

    Nel test giocato venerdì a Milanello, e finito 1-1 con reti del giovane Ossola e del patavino Sgarbi, il Milan è sceso in campo proprio con il 4-2-3-1. Dunque con la difesa a quattro, non a tre, cavallo di battaglia dell'allenatore portoghese.

    Davanti al portiere Pietro Terracciano si sono così sistemati Tomori, Gila, Gabbia e Diawara, con Loftus-Cheek in mezzo al campo assieme a Comotto, un trio di trequartisti formato da Filippo Terracciano, Idrissi e Hutchinson e Pulisic schierato nella posizione di centravanti.

  • Pulisic Milan LecceGetty Images

    L'ESPERIMENTO CONTRO IL LECCE

    Ma un abbozzo di difesa a quattro si era già visto nell'ultima partita prima della sosta: quella che il Milan aveva vinto agevolmente contro il Lecce a San Siro, imponendosi per 3-0 grazie a Pulisic, Rabiot e Diego Moreira.

    Già dopo pochi minuti, in fase di non possesso, i rossoneri avevano mostrato un volto leggermente diverso rispetto al solito. Non tanto dal punto di vista degli interpreti in campo (Saelemaekers escluso), quanto, appunto, del modo tattico in cui veniva disegnata la squadra.

    Quella sera il Milan si era già trasformato in un Milan da 4-2-3-1, o se vogliamo da 4-4-2. Con Gila terzino a destra, Estupinan dalla parte opposta, Chukwueze e Saelemaekers larghi rispettivamente a destra a a sinistra, Pulisic più vicino al centravanti Gonçalo Ramos.

    Nel corso del secondo tempo, Amorim ha poi inserito Moreira al posto del connazionale Saelemaekers. E l'ex Strasburgo è andato a posizionarsi davanti a Estupinan, di cui nelle prime giornate era stato una sorta di alternativa, realizzando peraltro il goal del definitivo 3-0.

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  • "DOBBIAMO ADATTARCI UN MINIMO"

    Lo stesso Amorim, dopo la partita contro il Lecce, era stato interpellato sul proprio cambio di mentalità. Perché di questo si tratta di un cambio di mentalità. Con una minore chiusura e una maggiore apertura mentale alle alternative tattiche.

    "Quello che ho percepito nelle ultime partite - e che avevo già provato anche al Manchester United, motivo per cui non posso commettere di nuovo lo stesso errore - è che a volte non abbiamo le caratteristiche ideali per giocare in un determinato modo - diceva il portoghese - Se non le abbiamo, dobbiamo adattarci un minimo: penso che oggi abbia funzionato, mentre in un'altra gara potremo tornare alla costruzione a tre". 

    Un discorso ben diverso rispetto a quelli che l'allenatore portoghese collezionava ai tempi di Manchester. Non è un caso che l'esperienza negativa all'Old Trafford, destinata a diventare esperienza e basta, sia stata da lui citata nel virgolettato di cui sopra.

    Amorim, ad esempio, nella sua prima conferenza da manager dei Red Devils sosteneva come non ci fosse "un'altra strada" al suo 3-4-3 o 3-4-2-1. Successivamente avrebbe esagerato, affermando che ""nemmeno il Papa potrebbe convincermi ad abbandonare il 3-4-3".

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  • QUALE MILAN CONTRO IL SASSUOLO?

    Contro il Sassuolo, insomma, potrebbe vedersi una prosecuzione di quello a cui si è già assistito contro Lecce e Padova: una sorta di "scivolamento" continuo tra 3-4-2-1 e 4-2-3-1 (o 4-4-2).

    Gila avrebbe dunque compiti da terzino destro: non è esattamente il suo pane, lo spagnolo dovrebbe adattarsi. Con Estupinan terzino più puro, dunque maggiormente dedito alla fase difensiva e non costretto a giocare a tutta fascia. In mezzo alla retroguardia conferme per De Winter e Pavlovic.

    Modric-Rabiot coppia di centrocampo, se Amorim vorrà puntare sul croato dal primo minuto. Con Chukwueze e Moreira esterni, soprattutto ora che Saelemaekers si è fermato per un infortunio e non sarà a disposizione.

    Davanti è confermatissimo Gonçalo Ramos, che ha dato buoni segnali con la maglia del Portogallo. E accanto a lui ecco Pulisic, rimasto a Milanello senza volare in Nazionale: il test col Padova è servito parecchio soprattutto a lui.

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