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Manu Koné Italia FranciaGetty Images

Manu Koné fa il Kanté contro l'Italia: prestazione dominante da regista e messaggio a Ranieri

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La lettera iniziale del cognome è la stessa, quella finale pure. Per arrivare agli stessi livelli ne dovrà passare ancora un po' di acqua sotto i ponti, ma intanto, a San Siro, è sembrato davvero di rivedere in Manu Koné un bel pezzo di N'Golo Kanté.

Se la Francia è stata complessivamente migliore dell'Italia, sia dal punto di vista individuale che collettivo, il centrocampista della Roma è stato dominante. Così come lo era stato contro il Belgio a settembre, a dire il vero. Solo che stavolta la notte ha avuto per lui un sapore ancora più speciale.

Il motivo è chiaro: Koné si è messo in mostra contro la nazionale del paese in cui attualmente sta giocando, da quando in estate la Roma lo ha prelevato dal Borussia Mönchengladbach. E ora ha una voglia matta di trasformare il soggiorno transalpino in qualcosa da ricordare.

  • UOMO OVUNQUE

    Se Rabiot si è conquistato la palma dell'MVP con la doppietta che ha spezzato in due le ambizioni azzurre di primo posto, se Digne ha messo lo zampino in tutte e tre le reti francesi, Koné si è guadagnato gli applausi in un altro modo. Anche senza lasciare il segno nell'area avversaria.

    Lo ha fatto facendosi trovare ovunque e prendendo possesso del centrocampo. Annullando Frattesi e Barella e complicando la vita a Locatelli. Arrivando spesso prima sul pallone, gestendolo nel migliore dei modi, facendo filtro e pulendo la prima manovra.

    Una sorta di Kanté in miniatura. Con la speranza di diventarne l'erede, ora che l'ex giocatore di Leicester e Chelsea è andato a svernare in Arabia Saudita e tra qualche mese compirà 34 anni.

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  • MANU REGISTA

    Koné è stato schierato da Didier Deschamps nella posizione di regista di un centrocampo puro a tre. Ai lati del romanista hanno agito Guendouzi da una parte e Rabiot dall'altra, in una sorta di festival della Serie A.

    Mai lo si è visto in una simile posizione e in un simile assetto tattico in questo avvio di stagione. Sia con De Rossi che con Juric, l'ex Gladbach ha agito da mezzala in un centrocampo a tre oppure da mediano in un centrocampo a quattro.

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  • Manu Kone Roma Venezia Serie AGetty

    "GRANDISSIMO TALENTO, MA..."

    Koné ci ha messo un po' a prendere confidenza con il calcio italiano. Non certo aiutato, naturalmente, dal caos che praticamente dalle prime battute ha cominciato ad impossessarsi dell'ambiente della Roma.

    Buono lo spezzone d'esordio a Torino contro la Juventus, buona anche la prestazione contro il Genoa all'ultima partita di De Rossi sulla panchina della Roma. Anche per questo ai tempi aveva sorpreso la decisione di Juric di lasciarlo in panchina contro l'Udinese, nella sua prima partita da allenatore giallorosso.

    "Vogliamo cambiare un po’ il modo di giocare - si giustificava Juric prima della gara - Ci sono giocatori che in questo momento rispondono meglio. È un grandissimo talento, c’è tanto da lavorare, ma è un bel giocatore”.

    Un mese circa più tardi, Koné è partito titolare nel posticipo contro l'Inter e questa volta non ha convinto pienamente. Tanto che Juric lo ha sostituito dopo appena 8 minuti nel corso della ripresa.

    "È ancora giovane, sta entrando in un mondo più serio, ha capito che qui in Italia ci vuole maggiore applicazione rispetto alla Germania - spiegava l'ex tecnico granata nel post partita - Ha ancora alti e bassi, ma ovviamente non è una bocciatura".

  • MINUTAGGIO CONSISTENTE

    La realtà dice che Koné si è guadagnato la fiducia di Juric nelle ultime settimane, prima che il croato lasciasse a sua volta il proprio posto a Claudio Ranieri: dopo l'Udinese è sceso in campo 7 volte su 7 da titolare in campionato, aggiungendo 90 minuti in Europa League contro Dinamo Kiev ed Union Saint-Gilloise.

    Juric lo ha schierato in coppia con un altro mediano in un 3-4-2-1. O in coppia con Cristante, come accaduto contro il Bologna nella partita che ha segnato il suo allontanamento, o in coppia con il connazionale Le Fée. Duo, quest'ultimo, che Juric ha promosso a parole pur lasciando l'ex Rennes in panchina per tutti i 90 minuti contro i felsinei.

    "Koné e Le Fée possono diventare un'ottima coppia, giovane e fresca - diceva prima di Union SG-Roma di Europa League - Davanti hanno un bel futuro, spero che continuino così".

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  • MESSAGGIO A RANIERI

    Il totale? Non male: 13 presenze tra campionato e coppa, di cui 11 da titolare. Un buon impatto, in un contesto infuocato, che ha convinto Deschamps a farlo esordire con la maglia della Francia proprio nella gara d'andata contro l'Italia, persa per 3-1 a Parigi all'inizio di settembre. In quel momento Manu era arrivato a Roma da pochissimi giorni.

    L'ottima prestazione di San Siro contro gli azzurri è anche un messaggio a Ranieri. Il quale avrà in questi giorni il compito di osservare, valutare ed eventualmente cambiare qualcosa rispetto al proprio predecessore. La certezza è che un Koné del genere deve trovare spazio in mezzo al campo. Magari davanti alla difesa.

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