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Roberto-Mancini.(C)GettyImages

Mancini in Arabia, i dubbi dello staff: non tutti lo seguiranno

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Lo scossone dell'estate è decisamene l'addio di Mancini alla nazionale italiana per approdare a quella dell'Arabia Saudita, dove guadagnerà 10 volte di più rispetto a quanto percepiva con gli Azzurri dopo l'aumento per la vittoria degli Europei.

Eppure, nonostante le garanzie, tecniche e non solo, c'è una grana per Mancio.

Non tutti i membri storici del suo staff, le persone di cui si fida di più, sono convinti di seguirlo in Medio Oriente.

Vediamo chi va e chi non va.

  • CHI ANDRÀ

    Come riporta la Gazzetta dello Sport, seguiranno sicuramente Mancini Salsano, Lombardo (appena nominato allenatore dell'U20 azzurra, la FIGC dovrà porre rimedio), Battara, Donatelli, Scanavino, Gagliardi e Contran.

    Si tratta di assistenti tecnici, preparatore dei portieri, preparatori atletici, assistente tattico e match analyst.

    Questi ruoli saranno senz'altro ricoperti da ormai ex membri dello staff azzurro.

    Inoltre ci sarà anche il fisioterapista Alessio Agostino, che ha già lavorato con Mancini in alcuni club e che era già sotto contratto con l'Arabia Saudita.

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  • CHI NON ANDRÀ

    Non andrà Alberico Evani (che ha anche lasciato la nazionale azzurra dopo 13 anni e che era il vice di Mancini), ma neanche gli osservatori Nuciari e Sandreani dovrebbero andare. Stanno ancora valutando, ma non sono molto convinti.

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  • IL CASO ORIALI

    Lele Oriali, team manager della nazionale italiana di Mancini, è in forse.

    Quel ruolo con Spalletti sarà ricoperto da Buffon, che sarà anche capo delegazione.

    Il campione del mondo del 1982 perde dunque il ruolo con gli Azzurri, ma andrà in Arabia?

    Sta pensando, anche perché c'è un intreccio economico da non trascurare.

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  • LA QUESTIONE ECONOMICA

    Molti infatti sono perplessi perché le leggi arabe dicono che per ottenere un ingaggio netto, Mancini e i suoi collaboratori dovrebbero vivere lì per almeno 183 giorni l'anno.

    Se invece tornassero in Italia, lo stipendio si dimezzerebbe.

    Anche lo stile di vita, molto diverso da quello italiano, crea preoccupazione.

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