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Bastoni Dembele DoueGetty Images

La sfida nella sfida di Francia-Italia: Bastoni ritrova Dembélé e Doué 16 mesi dopo l'incubo di PSG-Inter

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Monaco di Baviera è un ricordo lontano nel tempo, ma così vicino nella mente. E come potrebbe essere altrimenti? Una finale di Champions League persa 5-0 rappresenta un marchio sulla pelle.

Alessandro Bastoni non è costretto a conviverci ogni giorno, perché nel frattempo sono trascorsi 16 mesi e ne è passata di acqua sotto i ponti. Non sempre potabile, va detto. Ma sarà costretto a farlo questa sera, in una notte da far tremare i polsi sia alla nuova Italia di Roberto Mancini che a lui.

Di fronte a Bastoni si staglieranno le figure di Ousmane Dembélé e Desiré Doué. Che non sono solo le speranze offensive di una Francia priva di Mbappé, ma anche e soprattutto due fantasmi del recente passato interista.


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  • L'INCUBO DI MONACO DI BAVIERA

    Un tocco dolce di qua, uno scatto di là. Uno scambio di qua, una gioca preziosa di là. Praticamente per tutta la partita. A spron battuto, quasi senza soluzione di continuità.

    Così il PSG ha demolito l'Inter il 31 maggio di un anno fa, in un Allianz Arena teatro della finale più a senso unico della storia della Champions League. Una mattanza totale, un dominio assoluto, uno strapotere nettissimo. 90 minuti più recuperi completamente senza storia.

    Doué è stato il protagonista dei protagonisti, quella notte. Ha segnato una volta nel primo tempo, grazie anche a una deviazione di Dimarco, e un'altra nel secondo. In generale, ha fatto un po' quel che ha voluto. Spalleggiato da Dembélé, pure lui toccato dalla grazia divina pur senza andare a segno.

    Dall'altra parte, Bastoni. L'inutile rincorsa sul 3-0 di Doué è stata un po' la fotografia della sua partita. Il mancino non ha giocato peggio di tanti altri: semplicemente, non ha giocato. Nel senso che è affondato immediatamente assieme al resto della squadra contro quel bailamme di campioni, senza più riuscire a tornare a galla.

  • Bastoni PSG InterGetty Images

    "LA PEGGIOR SERATA PER ME"

    Inevitabile, visto che proprio Bastoni è intervenuto in conferenza stampa assieme al ct Roberto Mancini, una domanda proprio su quella serata. E su come si fermano quei due. Con il nerazzurro che ha risposto in maniera autoironica.

    "Visto come è andata l'ultima volta, sono l'ultima persona alla quale dovete chiedere. Non sarà facile, è un giocatore incredibile come i suoi compagni di reparto. Servirà una grande gara difensiva, collettivamente: l'unico modo per mettere in difficoltà la Francia è non aver paura nel tenere la palla, può fare la differenza la nostra fase di possesso".

    E poi ancora, su quella finale maledetta per l'Inter:

    "Che ricordi ho? Purtroppo di quella sera mi ha segnato tutto, è stata la peggior serata nostra e la migliore loro. Posso solo augurarmi che non vada come quella sera e servirà una grande prestazione".

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    Bastoni, però, arriva alla sfida con il morale finalmente "giusto". Lunedì è tornato in campo dopo aver saltato il Belgio per squalifica e uno dei primi palloni toccati lo ha calciato nella porta della Turchia, trovando lo 0-1 di rapina.

    È stata una rete dal valore simbolico. Bastoni si è tolto di dosso, ovviamente per quanto possibile, le scorie di quanto era accaduto nei mesi precedenti: Zenica e la deleteria espulsione nel primo tempo contro la Bosnia, certo, ma anche l'Inter-Juventus del caso Kalulu, con quell'esultanza dopo l'ingiusta espulsione dell'avversario.

    "Non voglio passare da vittima, è l'ultimo dei miei pensieri e voleri - ha detto ancora in conferenza - fa parte del nostro mestiere, quando fai bene diventi un idolo e di fronte a certi episodi ti attaccano. Nel calcio si dimentica alla svelta, nel bene e nel male. Io posso andare avanti, seguire la mia strada e non farmi giudicare da un episodio in quasi dieci anni di carriera. E non ho mai pensato a nessun addio".

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  • dembele(C)Getty Images

    COME ARRIVANO DEMBÉLÉ E DOUÉ

    Quanto ai due spauracchi della Francia (che in realtà sono tre: c'è pure Olise...), tutti col compito di far avvertire il meno possibile l'assenza di Mbappé, la stranezza è principalmente una: fin qui hanno iniziato col freno a mano tirato la stagione dal punto di vista realizzativo.

    Doué ha colpito una traversa contro il Belgio, gara risolta nel finale da Olise. In Turchia era partito dalla panchina venendo inserito in campo da Zidane nella mezz'ora finale, senza lasciare il segno. Col PSG ha segnato solamente una volta, nella Supercoppa Europea contro l'Aston Villa: tra Ligue 1, Champions League e Nations League è ancora a secco.

    Discorso simile per Dembélé, titolare in Turchia e inizialmente in panchina in Belgio. L'ex Barcellona si è reso protagonista di una notte da sogno contro lo Slovan Bratislava in Champions (doppietta più doppio assist), ma per il resto è ancora in fase di crescita. Anche lui deve ancora trovare la via della rete in Nations League.

    Bastoni, naturalmente, non si fida. Come è giusto che sia. Stasera Mancini e l'Italia si affideranno a lui: sarà anche l'ultima persona a cui chiedere come si marcano due fuoriclasse del genere, ma a Monaco ha maturato l'esperienza giusta per farlo.

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