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Chivu Inter Parma Serie A ScudettoGetty Images

L'Inter è campione d'Italia, la soddisfazione di Chivu: "Merito dei ragazzi, si sono sempre rialzati"

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Uno Scudetto al primo tentativo sulla panchina dell'Inter.

Cristian Chivu, nel giro di pochi mesi, è riuscito a passare dallo scetticismo iniziale, a guadagnarsi un posto nella storia del club nerazzurro.

Per lui che da giocatore si era già laureato in tre occasioni campione d'Italia, si è trattato di una consacrazione arrivata dopo un lungo percorso iniziato alla guida dell'Under 14.

Il tecnico romeno, parlando dopo la decisiva vittoria contro il Parma ai microfoni di 'DAZN', ha rivissuto l'annata della sua Inter.

  • "ERO GIA' NELLA STORIA DELL'INTER"

    "Io nella storia dell'Inter? Credo che lo ero anche prima. Qualcosa da giocatore l'ho vinta. Sono felice per questo gruppo e per i tifosi che ci hanno sostenuto fin dall'inizio e che hanno dovuto subire la narrativa dell'anno scorso, la delusione e lo sfottò di coloro che hanno sempre cercato di denigrare questo club. I ragazzi sono stati bravi a rimboccarsi le maniche, a rinascere e a trovare le motivazioni giuste. Questo è il ventunesimo Scudetto ed una pagina importante per la storia di questa grandiosa società".

  • "IL MERITO E' DEI RAGAZZI"

    "Oggi rispetto agli Scudetti da giocatore ho i capelli più corti e bianchi, ma sono felice lo stesso. Oggi dobbiamo dire che il merito è di tutti questi ragazzi che sono stati perfetti".

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  • "A FEBBRAIO ABBIAMO CAPITO CHE ERAVAMO COMPETITIVI"

    "Per dovere, obbligo e per quello che rappresenta questa società, dovevamo provarci ed essere competitivi. Una stagione è una maratona e alla fine vince chi fa più punti, per fortuna ce l'abbiamo fatta noi, accettando anche qualche sconfitta, ma ci siamo sempre rialzati. Tra gennaio e febbraio, quando abbiamo fatto quattordici vittorie su quindici partite, abbiamo capito che eravamo competitivi e che potevamo farcela. Abbiamo superato i momenti difficili a testa alta".

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  • "STO PENSANDO ALLA COPPA ITALIA"

    "Non voglio essere ipocrita, ma sto pensando alla finale di Coppa Italia. Ovviamente sono felice, ma è giusto che i giocatori si prendano i meriti e l'affetto dei tifosi. Oggi avevamo un'occasione importante per chiudere il discorso davanti alla nostra gente e lo abbiamo fatto. Io ad un certo punto sono andato negli spogliatoi a fumare una sigaretta. Il merito è anche di una società che ha sempre provato a confortarci".

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  • "SONO UMANAMENTE ATIPICO"

    "Non parlo di me. Umanamente sono atipico, anni fa ho dovuto parlare con me stesso per una questione di vita o di morte e lì ho perso l'ego. Io cerco solo di essere la mia migliore versione, di aiutare questi ragazzi che a volte hanno bisogno del bastone e altri della carota, e cerco di capire i momenti con l'esperienza che ho. Mi sono proposto di fare l'allenatore a modo mio, non pensando a me stesso ma essendo umano. Cerco sempre di dare il massimo per questa società e questi tifosi. Essere un allenatore vuol dire anche accettare il fatto di essere sempre a rischio e che magari tra un mese si può essere messi in discussione".

  • "MERITO ANCHE DEI MIEI PREDECESSORI"

    "Noi abbiamo trovato diverse soluzioni in base anche all'avversario, vanno capiti i momenti. E' stato fatto un grande lavoro anche dai miei predecessori e bisogna dare merito anche a loro, perché questi ragazzi hanno un certo tipo di conoscenze e dunque per me è stato più facile. Sono i bravi giocatori che ti fanno vincere".

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  • "IMPARARE DA CHI HA FATTO LA STORIA"

    "Allegri, Conte, Gasperini e Spalletti? Sono grandi allenatori che hanno fatto la storia, posso solo imparare da loro".