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Lapadula CagliariGetty Images

Juventus-Cagliari è la notte da ex dimenticato di Lapadula: quando a Torino faceva il portiere

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Affrontare la Juventus, per Gianluca Lapadula, non è mai qualcosa di banale. E il fatto che il centravanti del Cagliari oggi sia di fatto una riserva, e che in questo avvio di stagione non abbia quasi mai giocato dall'inizio, c'entra poco o nulla.

Sarà una notte come sempre particolare, quella dell'Allianz Stadium, per un altro motivo: Lapadula, un tempo, indossava proprio la casacca della Juventus. Anche se oggi, a distanza di parecchi anni, se lo ricordano in pochi.

Accadeva nelle giovanili della Juve, in un'altra epoca per lui e pure per il club bianconero: Calciopoli non era ancora scoppiato, lo Juventus Stadium - poi Allianz Stadium - ancora non esisteva, l'Italia non era ancora diventata campione del mondo per la quarta volta.

  • GLI ESORDI DA PORTIERE

    Il piccolo Gianluca, classe 1990, nato proprio a Torino, ha indossato la maglia della Juventus dal 2002 - l'anno in cui i bianconeri lo hanno prelevato dall'Atletico Mirafiori - al 2004. Ma non nel ruolo in cui si sarebbe fatto conoscere negli anni a venire.

    "Da bambino, nel vivaio della Juventus, giocavo portiere, intrigato dai racconti di mio padre che aveva quel ruolo nei campionati dilettantistici - ha raccontato nel 2020 in un'intervista alla Gazzetta dello Sport - Poi sono diventato trequartista e seconda punta con Del Piero mio campione preferito".

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  • IL RITORNO DI FIAMMA DEL 2016

    Lapadula avrebbe potuto indossare la maglia della Juventus anche una quindicina di anni più tardi. Questa volta a livello senior, in prima squadra. Ma il sogno di tornare a Torino si è infranto in un nulla di fatto.

    L'interesse bianconero risale alla stagione 2015/16, la migliore della carriera di Lapadula, quella delle 30 reti in Serie B, della promozione in A col Pescara e delle sirene provenienti da mezza Italia: lo voleva il Napoli, lo voleva la Juventus. A gennaio l'acquisizione da parte della Vecchia Signora sembrava vicina, poi nulla.

    Alla fine a prendere Lapadula al termine della stagione è stato il Milan. Con Gianluca che ha iniziato il proprio percorso in Serie A, con un paio di puntate pure in B: Genoa, Lecce, Benevento, Cagliari.

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  • LA FEDE BIANCONERA

    Lapadula, nonostante non abbia mai giocato con i grandi della Juventus ma solo nel suo vivaio, non ha mai nascosto la propria fede bianconera. Un concetto che il centravanti del Cagliari aveva spiegato anche ai tempi in cui militava nel Milan, in un'intervista del marzo 2017 al sito della Red Bull.

    “Non potevo tifare altre squadre se non la Juve: mi ha preso quando avevo 7-8 anni e mi ha subito dato da studiare l’inno bianconero. Mi hanno dato un senso di appartenenza. E poi il Toro mi ha fatto un provino e non mi ha nemmeno preso“.

  • A CACCIA DELLA SVOLTA

    Lapadula, ora, vuole lasciare da parte i sentimenti e rilanciare una stagione che fin qui, a livello personale, non gli ha riservato troppe soddisfazioni. Anche se è stato lui, autore dell'unica rete nei sedicesimi contro la Cremonese, a permettere il Cagliari di volare verso Torino.

    L'ex beneventano, già reduce da un'annata complicata a livello di infortuni, è stato scalzato dal nuovo arrivo Piccoli e fino a questo momento ha collezionato un minutaggio ridotto: 9 presenze in campionato, 8 delle quali entrando dalla panchina, e un paio in Coppa Italia.

    Lapadula non gioca da Cagliari-Verona del 29 novembre, l'unica partita di A in cui Nicola lo ha schierato dall'inizio. A Firenze non c'era per infortunio, contro l'Atalanta è rimasto 90 minuti in panchina. E ora ha una voglia matta di mettersi in luce.

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