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Lorenzo InsigneGetty Images

Insigne e un finale amarissimo a Pescara: fischiato a ogni pallone e retrocessione in C

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Uno dei verdetti della notte della 38esima giornata di Serie B è stata la retrocessione in C del Pescara. Gli abruzzesi hanno pareggiato 1-1 con lo Spezia e hanno salutato la categoria dopo soli 365 giorni dalla promozione nella finale playoff contro la Ternana. A nulla è valsa la rincorsa della seconda parte di stagione, in cui a guidare la squadra c’era anche il veterano Lorenzo Insigne.

Proprio lui, fino a dieci giorni fa acclamato dalla tifoseria, è stato fra i più contestati dal pubblico biancazzurro. Nell’ultimo tratto di gara, infatti, Insigne è stato fischiato a ogni tocco di palla, uscendo poi fra le lacrime dopo il triplice fischio. Ma cosa si è rotto fra l’ex Napoli e Pescara?

  • PERCHÈ I TIFOSI DEL PESCARA HANNO FISCHIATO INSIGNE

    Alla base dei problemi c’è stato il rigore di Padova. Nel match del penultimo turno, al minuto 80, il Pescara ha avuto un penalty sullo 0-0. Sul dischetto però non si è presentato Insigne, leader tecnico della squadra, bensì il giovane Russo, che ha fallito la chance di quello che sarebbe stato un vantaggio vitale. Questo ha fatto inferocire l’ambiente biancazzurro, in una polemica che è poi proseguita anche nel dopo partita.


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  • IL RITORNO DI INSIGNE AL PESCARA

    Insigne era tornato a Pescara quattordici anni dopo la memorabile annata in cui, insieme a Immobile e Verratti, aveva trascinato il Delfino in Serie A. In 13 presenze, in realtà, è sempre stato fra i migliori in campo, totalizzando 5 gol e 3 assist. Un rendimento che, tuttavia, non è stato sufficiente a salvare i biancazzurri.

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  • LA RETROCESSIONE UN ANNO DOPO L’IMPRESA

    Il Pescara adesso torna in Serie C nemmeno un anno dopo l’impresa targata Baldini che aveva vinto i playoff, in un incredibile atto finale con la Ternana. Un congedo immediato dalla categoria per gli abruzzesi, che hanno provato a salvarsi dopo un inizio di campionato complicatissimo.

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  • IL FUTURO DI INSIGNE

    Per Insigne, ora, il futuro è un rebus. In caso di salvezza, c’era l’opzione di un rinnovo automatico del contratto in scadenza a giugno, come ammesso dallo stesso Lorenzo. Con la C, però, e con una contestazione feroce nei suoi confronti, immaginarlo con ancora indosso la maglia biancazzurra è perlomeno complicato. 

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