GettyFederico Casotti
Il Pagellone del 2019: Klopp e Mancini top, Montella horror
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I RAZZISTI NEGLI STADI 0
Un tema purtroppo sempre d'attualità, quest'anno ancora di più e con episodi in tutta Europa. In Inghilterra uno spettatore è stato identificato dal Manchester City e bandito a vita dallo stadio, in Olanda le partite sono iniziate con 1' di non-gioco, per protesta. La sensazione è che anche stavolta l'Italia sia il Paese con meno consapevolezza del problema.
GettyVINCENZO MONTELLA 4
19 punti in 24 partite: la rosa della Fiorentina non sarà da Champions League, ma nemmeno da questi numeri così deludenti. L'aggravante è che, nonostante la salvezza ottenuta dopo l'imbarazzante 0-0 con il Genoa, la nuova proprietà gli avesse rinnovato e prolungato la fiducia ben oltre la logica dei numeri. Che però non mentono.- PubblicitàPubblicità
Getty ImagesEUSEBIO DI FRANCESCO 4,5
Sembra passato un secolo, eppure un anno e mezzo fa Di Francesco si giocava contro Jurgen Klopp (!) l'accesso alla finale di Champions League (!!). Per l'allenatore abruzzese un 2019 da dimenticare in fretta, con il traumatico divorzio alla Roma e il carico da 10 dei surreali tre mesi alla Samp. Può rilanciarsi a patto di scegliere la squadra giusta, non necessariamente in Italia.
GettyUEFA NATIONS LEAGUE 5
Tutte le tradizioni all'inizio sono state delle novità, è altrettanto vero che questa versione calcistica della Coppa Davis stia facendo molta, molta fatica per entrare davvero nel cuore della gente. La final-four in assoluto è una buona idea, mimetizzarla a giugno in mezzo a decine di partite di qualificazione all'Europeo decisamente meno.- PubblicitàPubblicità
Getty ImagesMALDINI & BOBAN 5
Undicesimo posto in classifica, un cambio d'allenatore, un terzino sinistro capocannoniere della squadra, l'umiliazione di uno 0-5 contro l'Atalanta nell'ultima del 2019. Il rispetto per ciò che hanno rappresentato per il Milan e il calcio in generale attenua i giudizi ma non la sostanza di un girone d'andata sin qui disastroso per il Milan targato Elliott. Doveroso rialzarsi subito, ancora più doveroso farlo con realismo per l'immediato, e competente pazienza per il futuro.
Getty ImagesFEDERICO BERNARDESCHI 5
La poderosa giocata con cui si conquista il rigore del 3-0 contro l'Atletico Madrid è l'highlight di un anno da "poteva essere e non è stato". Probabilmente più funzionale al gioco di Sarri che a quello di Allegri, non è riuscito finora a ripagare la fiducia in lui riposta. La stagione è lunga ma al momento è la nota più stonata in casa bianconera.- PubblicitàPubblicità
Getty ImagesLA SOSTA PER LE NAZIONALI 5
Nei calendari sempre più fitti del calcio di oggi, le periodiche soste in mezzo all'attività di club appaiono sempre più anacronistiche, per tacere degli infortuni che spesso portano con sé. Modesta proposta: e se concentrassimo ogni anno l'attività delle Nazionali in un unico periodo, come nel basket?
Getty ImagesPAUL POGBA 5
Intristito, a mezzo servizio, in una squadra che non sta giocando la Champions League. Tre anni e mezzo dopo, il suo ritorno a Manchester assume i contorni di un gigantesco errore, per quanto dorato.- PubblicitàPubblicità
Getty ImagesROBERTO DE ZERBI 5,5
Nella disputa tra "giochisti" e "risultatisti", lui è senza dubbio il paladino dei primi. Oggettivamente il Sassuolo è una squadra divertente da vedere per uno spettatore neutrale, tuttavia quando l'integralismo del bel gioco va a discapito dei risultati, qualche dubbio è lecito sollevarlo. E la sensazione è che il Sassuolo possa valere più dell'attuale 12° posto.
Getty ImagesMARIO BALOTELLI 6
Un buon girone di ritorno in Ligue 1 a Marsiglia, un ritorno "a casa" al Brescia ancora tutto da contornare. Il ritorno di Corini dopo le incomprensioni con Grosso e i goal decisivi contro SPAL e Parma fanno pensare positivo. Difficilmente però basterà per convincere Mancini.- PubblicitàPubblicità
GettyANDREA STRAMACCIONI 6
La sua partenza dall'Esteghlal ha scatenato manifestazioni di piazza a Teheran: sembra la trama di un film distopico e invece è successo veramente. Menzione di stima e di umana solidarietà per un allenatore con un grande futuro dietro le spalle.
GettyNEYMAR 6
Con il PSG ha giocato poco, senza risparmiarsi battibecchi a distanza con il pubblico del Parc ma timbrando sempre il cartellino del gol con la normalità di chi è "hors categorie" rispetto alla media e forse si sta pure annoiando un po'.- PubblicitàPubblicità
Getty ImagesANDREA BELOTTI 6,5
Diciamoci la verità, dopo la famosa estate dei "100 milioni" ci si aspettava un altro percorso di carriera per il Gallo, che si è assestato su medie dignitose ma distanti dai 20 goal a stagione che sembravano una media alla sua portata. A corrente alternata con il Toro (solo tre goal su azione finora), più regolare in azzurro dove può ritagliarsi un ruolo a Euro 2020.
AjaxMATTHIJS DE LIGT 7
La formidabile quanto sfortunata campagna di Champions League lo ha fatto diventare "mainstream", tuttavia sulle qualità del giovanotto si diceva un gran bene da almeno un paio d'anni. L'impatto con il pianeta Juventus non è stato facile per il peso di una valutazione impegnativa e soprattutto l'infortunio del suo mèntore Chiellini. Aggiungiamoci il passaggio da un campionato in cui la differenza con gli avversari è tale da lasciarti sempre un margine d'errore, alla Serie A, tempio dell'ossessione tattica difensiva, ed ecco spiegati i balbettii iniziali. Ma metterne in discussione il valore assoluto è pura follia.- PubblicitàPubblicità
GettyMAURO ICARDI 7
La sua personale ricerca della felicità passa attraverso due comfort zone: quella intima e personale della sua famiglia, quella pubblica dell'area di rigore, dove ha pochi rivali al mondo e lo sta dimostrando anche a Parigi. Tuttavia, la precarietà della sua situazione attuale, nel pieno della maturità agonistica, potrebbe nuocergli alla lunga.
Getty ImagesRADJA NAINGGOLAN 7,5
Con l'Inter è stato amore-odio, con il pendolo che fortunatamente si è fermato sull'amore, sotto forma di goal all'Empoli all'ultima giornata e allegato pass per la Champions. Lui però la sua Champions ha preferito giocarla a Cagliari. Una scelta di cuore, per tanti motivi. "Meno sereno di un tempo, ma non per questo stanco": il Ninja è tornato.- PubblicitàPubblicità
gettyJORGE JESUS 7,5
Non era riuscito a far vincere un trofeo al Benfica dopo 41 anni, è andato dall'altra parte del mondo per riportare il Flamengo sul trono del Sud America dopo 38 anni. A Lima Jorge Jesus ha vinto "alla Ferguson" contro il River Plate, riscrivendo la sua storia, una grande storia di calcio.
Getty ImagesCIRO IMMOBILE 7,5
Primo semestre del 2019 così così, con appena 5 goal in saccoccia: la fame arretrata si è sfogata sulle povere difese di tutta la Serie A, quasi mai risparmiate da un attaccante da più di un goal a partita di media. E Mancini sullo sfondo si frega le mani.- PubblicitàPubblicità
Getty ImagesRIYAD MAHREZ 7,5
Vinte da protagonista la Premier League con il City e la Coppa d'Africa con l'Algeria: un top player sottovalutato, ma per fortuna non abbastanza da finire fuori dala Top 10 del Pallone d'oro.
Globe Soccer AwardsCRISTIANO RONALDO 8
Il goal alla Sampdoria, con cui ha chiuso il suo conto personale nel 2019 dimostra che CR7 è ancora ben lontano dal crepuscolo. Tuttavia, come solo i grandi campioni di tutti gli sport dopo una certa età sanno fare, dà la sensazione di dosare ogni singola goccia di energia esplodendola tutta in un colpo quando serve, vedi il ritorno contro l'Atletico Madrid. La sua fame di vittoria non ha tralasciato nulla, nemmeno la altrimenti misconosciuta UEFA Nations League.- PubblicitàPubblicità
(C)Getty ImagesROMELU LUKAKU 8
In mezzo campionato all'Inter ha già eguagliato i goal segnati lo scorso anno allo United, segno che l'opportunità italiana è arrivata al momento giusto. Una presenza e una fisicità che incutono carisma nei compagni e sacro timore negli avversari, la sua voce subito levata contro il razzismo negli stadi ne conferma anche lo spessore umano.
GettyI FRATELLI INZAGHI 8
Un finale d'anno da incorniciare per entrambi: Simone, dopo aver vinto la Coppa Italia a maggio, ha fatto il bis con la Supercoppa, mentre la sua Lazio è a tutti gli effetti l'outsider nella corsa scudetto. Pippo, beh: il suo Benevento ha un distacco sulla seconda cha raramente si è visto in Serie B a questo punto della stagione. Sono bravi tutti e due, ci vuole tanto ad ammetterlo?- PubblicitàPubblicità
(C)Getty imagesKARIM BENZEMA 8
L'aver vissuto per anni all'ombra di CR7 e con l'etichetta di "cocco di Florentino Perez" gli ha impedito di tenere un profilo più alto e più consono al suo valore e alla sua carriera. Liberato dalla presenza del portoghese, sta aprendo gli occhi anche a chi non voleva vedere l'evidenza: Karim Benzema è uno dei migliori attaccanti della sua generazione.
GettyMAURIZIO SARRI 8,5
Il voto riguarda l'intero 2019, nel quale Sarri ha vinto un Europa League con il Chelsea, qualificandolo pure per la Champions. Chi si aspettava un'esplosione immediata di "Sarri-ball" alla Juventus è rimasto deluso, anche se va detto che, sconfitte con la Lazio a parte, i bianconeri sono primi in classifica in campionato e si sono qualificati agli ottavi di Champions con una scioltezza che non si vedeva da un po'. Insomma, tutto è relativo.- PubblicitàPubblicità
GettyANTONIO CONTE 8,5
In quattro mesi ha costruito una credibile alternativa alla Juventus, con l'intelligenza di tenere il buono della gestione Spalletti e installarci sopra i propri uomini e le proprie idee. Il risultato è una macchina da guerra a sua immagine e somiglianza, implacabile nella quotidianità di un campionato che da sempre si può vincere solo senza perdere colpi con le medio-piccole. Il rovescio della medaglia è il calo di attenzione in Champions League: ma le priorità ad Appiano Gentile quest'anno sembrano essere altre.
(C)Getty ImagesGIAN PIERO GASPERINI 9
Quando nell'agosto 2018 l'Atalanta uscì dai playoff di Europa League contro il Copenhagen, in molti profetizzarono la fine della bella favola di provincia. Un anno e mezzo dopo, i bergamaschi sono agli ottavi di Champions e reduci da un terzo posto finale nello scorso campionato. Gasperini è l'artefice tecnico di un progetto che ha radici solide in una proprietà con le idee chiare e in una città che ama la sua "Dea" di un amore viscerale, più da calcio inglese che italiano.- PubblicitàPubblicità
GettySINISA MIHAJLOVIC 9
Se gli dessimo 10 si arrabbierebbe, anche se la sua vicenda umana degli ultimi mesi è impossibile da scindere alle sorti calcistiche del suo Bologna. E allora parliamo solo di calcio: a gennaio prende in mano i rossoblù terzultimi, fa 30 punti in 17 giornate (media da Europa League) e li salva. Da luglio in poi, nonostante la battaglia personale, la sua squadra tiene la barra dritta, in linea con le aspettative, ma senza farsi mancare qualche genuina strigliata dal suo condottiero. Un condottiero coraggioso, una volta di più.
GettyROBERTO MANCINI 9
D'accordo, ha vinto il girone a punteggio pieno contro Grecia, Bosnia e Finlandia: ma forse la Svezia del 2017 era tanto più forte? Il Mancio ha fatto un gran lavoro per due motivi: ha riportato la gioia di giocare per la Nazionale anche nelle partite con meno appeal, e ha riportato la gioia di guardare la Nazionale, allo stadio e alla TV. Ne avevamo bisogno.- PubblicitàPubblicità

VIRGIL VAN DIJK 9
Il vincitore della Goal 50 2019 ha raccolto i frutti di un anno incredibile: al di là della bacheca riempita, la qualità delle sue prestazioni lo colloca in questo momento come il miglior difensore al mondo. Chissà se qualcuno ancora ironizza sugli 84 milioni di € sborsati tre anni fa dal Liverpool per averlo.
GettyLEO MESSI 9,5
Il calcio è un gioco di squadra ma certe valutazioni prescindono dai risultati ottenuti dal proprio club. Il Barcellona quest'anno ha ginto "solo" la Liga, eppure il Pallone d'oro 2019 è stato uno dei più solari, tra i sei vinti in carriera da Leo Messi. Inutile snocciolare statistiche e record, basta guardarlo giocare, e benedire il fato per averci fatto nascere nella sua epoca.- PubblicitàPubblicità
GettyMEGAN RAPINOE 10
Il personaggio calcistico più trasversale del 2019 è una donna, e potremmo fermarci qui. Look iconico, figura di riferimento nella lotta contro le discriminazioni di genere, sempre diretta nell'esprimere il suo pensiero, che sia con una compagna di squadra, con un giornalista o con il Presidente degli USA. Ah, poi c'è - ovviamente e soprattutto - il talento calcistico: Mondiale vinto con gli USA, scarpa d’oro del Mondiale (6 reti), Migliore calciatrice della competizione, Fifa Women’s Player e Pallone d'oro. Scusate se è poco.
Getty ImagesJURGEN KLOPP 10
Il tornante della stagione di Klopp è arrivato il 1° giugno: la vittoria in finale di Champions, al terzo tentativo (più la finale persa di Europa League), lo ha salvato dall'etichetta di "simpatico perdente" che in molti non vedevano l'ora di attaccargli. La vittoria di Madrid ha messo d'accordo tutti, al resto ci ha pensato lui totalizzando nell'anno solare 98 punti in Premier League*, preparandosi all'incasso per la prossima primavera. P.s. nei primi tre anni, Klopp ottenne "zero tituli". Altrove avrebbe goduto della fiducia e della pazienza che ha avuto ad Anfield?- PubblicitàPubblicità
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