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Di Lorenzo ItaliaGetty Images

Di Lorenzo ha perso il posto? L'Italia si coccola Kayode, il capitano del Napoli non è più intoccabile

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Attenzione: a destra si rischia di assistere a un passaggio di consegne che sarebbe in qualche modo storico. E a una staffetta tra uno dei grandi vecchi e uno dei giovani più promettenti dell'Italia.

Giovanni Di Lorenzo si è guardato tutta Francia-Italia dalla panchina. Il che non era scontato, considerata la delicatezza dell'impegno e il fatto che il nostro terzino destro avrebbe dovuto tenere a bada uno dei migliori talenti del calcio europeo, ovvero Doué.

Eppure il terzino in questione, ovvero Michael Kayode, ce l'ha fatta. Nonostante una relativa inesperienza a questi livelli, nonostante fosse alla sua seconda presenza in Nazionale. E ora ha tutta l'intenzione di non mollare l'osso, ovvero la maglia da titolare.


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  • Kayode ItaliaGetty Images

    KAYODE CONVINCENTE

    Kayode è sceso in campo allo Stade de France con una personalità che ha sorpreso. Specialmente se si considera l'età (22 anni appena compiuti) e il fatto che, appunto, fino a poco prima non avesse mai vestito la casacca azzurra al massimo livello.

    Brillante, capace di coniugare fiato e gamba con un'alta attenzione difensiva, Kayode è uscito dal campo con una consapevolezza ancora maggiore: sì, in questa squadra può starci eccome. E sì, può legittimamente ambire a un posto nell'undici base che il ct Mancini sta cercando di delineare.

    Era la vera prova del nove per l'ex viola, atteso al varco dopo lo strepitoso esordio di Bursa, gara nella quale era stato il migliore assieme a Pio Esposito. Prova del nove superata.

  • 8 MINUTI PER DI LORENZO

    Di Lorenzo, nel frattempo, quasi non ha giocato nelle due partite ravvicinate tra Turchia e Francia. E quel "quasi" è relativo agli 8 minuti collezionati dal capitano del Napoli su 180.

    Il campione d'Europa 2021 è stato inserito in campo da Mancini nel finale della partita di Bursa, con il risultato ampiamente in ghiaccio. Mentre allo Stade de Francia è rimasto in panchina dall'inizio alla fine, guardando Kayode e compagni difendere con le unghie e con i denti l'1-1 e sfiorare il colpaccio.

    Di Lorenzo, sì, aveva giocato contro il Belgio. E non era andata bene. Aveva sofferto Godts, era crollato come il resto della squadra. Bisognava cambiare qualcosa e Mancini lo ha fatto, trovando risposte adeguate nelle altre due partite.

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  • Di Lorenzo ItaliaGetty Images

    UN RAPPORTO DI ODIO E AMORE

    Di Lorenzo e la Nazionale, del resto, hanno sempre avuto un rapporto di odio e amore. Calcisticamente parlando, s'intende.

    L'amore è scoccato nell'estate del 2021. Quella del trionfo europeo della Nazionale guidata anche allora da Mancini. Di Lorenzo partì dalla panchina, ma Florenzi si infortunò subito e allora toccò a lui. Fino alla fine, fino a Wembley.

    Negli anni successivi, però, spesso il capitano partenopeo è stato indicato come uno dei simboli di una Nazionale da rifondare, da ringiovanire. L'età è avanzata, del resto: 33 anni, peraltro compiuti recentemente, all'inizio di agosto.

    Se c'è un fallimento non imputabile anche a Di Lorenzo, in ogni caso, è la terza esclusione di fila dai Mondiali: Giovanni a Zenica non c'era in quanto infortunato. O meglio: c'era, ma solo per stare vicino ai compagni.


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  • PASSATO, PRESENTE E FUTURO

    Detto che lunedì contro la Turchia potrebbe toccare proprio a Di Lorenzo per ragioni di turnover, dividere il ragionamento tra passato, presente e futuro diventa così necessario.

    Mancini stima il giocatore del Napoli, uomo spogliatoio e sorta di trait d'union tra una generazione e l'altra. Ma le prestazioni convincenti di Kayode inducono a serie riflessioni su chi meriti davvero di presidiare la fascia destra azzurra.

    Al momento, si può tranquillamente affermare che il sorpasso dell'ex terzino della Fiorentina è stato effettuato. Evidente la differenza di rendimento con il collega più anziano, palese la ventata d'aria fresca portata sia a Bursa che a Saint-Denis.

    Il presente è questo, il passato è stato riposto in un cassetto. E il futuro si chiama Kayode. Con Di Lorenzo che rischia ora di dover passare il testimone una volta per tutte.

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