Così Gollini, parlando a DAZN dopo la partita del Sinigaglia, ha esternato le proprie emozioni. Diverse dal normale, come lui stesso non si è fatto problemi ad ammettere.
"Sicuramente è stata una partita approcciata con una tensione diversa dal solito. Non giocare per così tanto tempo lo sente chiunque, inutile dirselo. Ma vorrei dire a Mile di stare tranquillo, di recuperare al massimo, lo aspettiamo tutti, è un grandissimo professionista, un bravo ragazzo, abbiamo un gran rapporto. La prestazione mia di oggi è una ricompensa. Tutto quello che ho avuto nella mia carriera me lo sono guadagnato con il lavoro, sempre in campo, tutti i giorni, martellare, martellare. A volte le cose vengono bene e altre meno, ma quando uno si comporta bene e ci mette il cuore, alla lunga la ruota gira".
Cosa ha detto Svilar a Gollini? Lo ha svelato proprio l'ex atalantino.
"Ci siamo visti l'altro giorno a Roma. Mi ha detto: vai, è il tuo momento, goditela, divertiti. Lo ringrazio, è fortissimo, c'è poco da dire su di lui. Ha dimostrato in questi due anni ciò che sa fare. Io sono qua per dare una mano alla Roma quando c'è bisogno e far vedere che c'è un motivo se ho fatto una carriera di un certo tipo".
Il segreto di Gollini? L'aver saputo farsi trovare pronto non tanto a livello fisico, quanto mentale: non semplice per uno che non gioca praticamente mai. Specialmente contro un avversario come il Como.
"La partita l'ho giocata questa settimana a livello di testa. Sono molto felice, sono riuscito a fare quello che ho fatto perché mentalmente stavo alla grande. Prepararla è stata dura, ma in partita mi sentivo bene e fluido. Lo stato mentale fa la differenza per qualsiasi giocatore".