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Pep Guardiola Manchester City 2025Getty Images

Come giocherebbe l'Italia con Guardiola: modulo, convocati e possibili titolari dell'allenatore catalano

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Pep Guardiola è davvero il sogno dell'Italia. Italia intesa come nazione, Italia intesa come FIGC, Italia intesa come Paolo Maldini e Leonardo, anche se quest'ultimo è italiano solo d'adozione.

I due nuovi dirigenti azzurri si sono recati a Barcellona nel fine settimana per provare a convincere l'ex allenatore del Manchester City a diventare il nuovo commissario tecnico azzurro. Missione difficile, difficilissima, forse impossibile. Ma intanto, nel calcio come nella vita, mai avere il rimpianto di non averci provato.

C'è chi storce il naso di fronte alla compatibilità di Guardiola con il mondo azzurro, diversissimo dai lussi a cui il catalano è sempre stato abituato (City, e prima ancora Barcellona e Bayern). C'è chi, al contrario, già immagina come sarà la sua Italia.

Già, come sarà? Come potrebbe giocare l'Italia di Guardiola? Il modulo, i convocati e i possibili titolari dell'allenatore catalano.


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  • Bastoni ItaliaGetty Images

    LA DIFESA A QUATTRO

    Partiamo da un dato di fatto: la difesa a quattro, almeno in fase di non possesso. Il principio base con cui Guardiola ha dominato in Spagna, Germania e in Inghilterra.

    Pep ha sempre giocato con quattro elementi nominali a protezione del proprio portiere, pur con ingegnosità tattiche come lo spostamento di uno dei due terzini a centrocampo in fase di possesso. E non cambierebbe neppure se diventasse il ct dell'Italia.

    In soffitta, dunque, la difesa a tre che tanto si è vista negli ultimi anni sia con Luciano Spalletti che con Rino Gattuso. Come nelle due partite dei playoff Mondiali, contro l'Irlanda del Nord e contro la Bosnia.

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  • IL MODULO

    Ma difesa a quattro non vuol dire modulo fisso. Le declinazioni, durante la carriera di Guardiola e prendendo in considerazione il suo decennio d'oro al Manchester City, possono essere parecchie.

    L'Italia del Pep potrebbe giocare con un 4-2-3-1, il modulo che va più di moda nelle grandi squadre e nazionali europee e mondiali. Ma anche con un 4-3-3 o un 4-1-4-1. Quell'"1" davanti alla difesa, per dire, al City lo ha fatto Rodri; con il catalano è una posizione di campo che verrebbe occupata da Manuel Locatelli.

    Guardiola per un certo periodo ha utilizzato anche il doppio centravanti: accadeva quando Julian Alvarez indossava la maglia del Manchester City. Solo che l'argentino in realtà girava attorno ad Haaland, avendo le caratteristiche e le capacità di fare anche la seconda punta.

    Sarebbe dunque complicato, almeno sulla carta, rivedere la coppia Kean-Retegui che ha costituito uno dei punti fissi della gestione Gattuso, così come Politano a tutta fascia.

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  • Zaniolo ItalyGetty

    I POSSIBILI CONVOCATI

    Guardiola vuol dire qualità. E un pezzo di qualità, nonostante le richieste provenienti da ogni parte, è stata lasciata a casa in occasione della doppia sfida contro Irlanda del Nord e Bosnia.

    L'Italia non è uscita perché Nicolò Zaniolo e Federico Bernardeschi non sono stati convocati da Gattuso. Ma il campionato proponeva proprio loro come due tra gli elementi più in forma dalla trequarti in su. Ed è facile immaginare che Guardiola, amante dei piedi buoni, li riprenderebbe in considerazione.

    Andrà come sempre compreso il destino di Federico Chiesa: se, cioè, l'ex juventino rimarrà a Liverpool, se riuscirà finalmente a giocarsi le proprie chances in Premier League o se sceglierà una squadra che gli permetta di giocare. Ma anche questo varrà per qualsiasi ct.

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  • I TITOLARI

    Gigio Donnarumma sarà il pilastro fondante della nuova Italia in ogni caso, naturalmente: lo sarà con Guardiola, con Mancini, con Pirlo, con chiunque prenderà il posto di Gattuso in plancia di comando. Pep lo conosce bene, lo ha appena allenato al City.

    Di Lorenzo spera di riprendersi dopo l'infortunio, dunque di riprendersi la fascia destra della difesa. Sulla corsia opposta è intoccabile Dimarco, ma può avere una possibilità anche Ruggeri, così come Bartesaghi. In mezzo sono in parecchi, con Bastoni e Calafiori in prima fila.

    Locatelli, come detto, sarebbe il Rodri di Guardiola. Ma in generale sarà il regista della nuova Italia, anche perché le alternative scarseggiano: Rovella arriva da una stagione piena di guai fisici, Ricci ha giocato pochissimo da titolare al Milan.

    In un possibile 4-1-4-1 o 4-3-3 sarebbero ancora Barella e Tonali le due mezzali. Con la possibilità di un passaggio al 4-2-3-1 e di un Kean alla Alvarez, dunque a ridosso di Retegui o Pio Esposito: questo sì sarebbe un modo per continuare a far giocare assieme due attaccanti. Non mancano neppure gli esterni, da Politano a Zaccagni. Senza scordare il già citato Chiesa.

    Cambierebbe poco rispetto a Gattuso? Sì, perché questo passa il convento. A meno che Guardiola, o chi per lui, decida di dar già fiducia a uno dei ragazzi che a giugno si sono messi in mostra con Baldini: da Koleosho a Favasuli, passando per Chiarodia e Lipani.

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  • LA POSSIBILE ITALIA DI GUARDIOLA

    Così potrebbe dunque schierarsi l'Italia di Guardiola, se l'allenatore catalano deciderà di esaudire il sogno di Maldini, Leonardo e di una bella fetta d'Italia calcistica:

    ITALIA (4-1-4-1): Donnarumma; Di Lorenzo, Bastoni, Calafiori, Dimarco; Locatelli; Politano, Barella, Tonali, Zaccagni; Retegui (Kean, Esposito).