Pubblicità
Pubblicità
Barella Belgio ItaliaGetty Images

Com'è andato Barella da seconda punta: esperimento riuscito, Belgio-Italia può essere un nuovo inizio

Pubblicità

La curiosità di assistere a Belgio-Italia non era legata solamente alla possibilità - poi concretizzatasi - per gli azzurri di conquistare il pass per i quarti di finale di Nations League con una giornata d'anticipo: a stuzzicare era anche la prospettiva di vedere Nicolò Barella in un ruolo inedito.

Il Luciano Spalletti lo aveva preannunciato alla vigilia: il centrocampista dell'Inter avrebbe giocato qualche metro più avanti. Dove, effettivamente, era stato provato negli allenamenti di avvicinamento alla partita di Bruxelles.

Detto, fatto: Barella ha fatto il trequartista. O meglio: la seconda punta alle spalle del centravanti Retegui. E se quest'ultimo per una volta ha avuto le polveri bagnate, il compagno se l'è cavata piuttosto bene in un ruolo non suo.

  • UOMO OVUNQUE

    Barella, in sostanza, ha fatto le stesse cose che fa ogni domenica in campionato o a metà settimana in Champions League: non sta mai fermo. Un trottolino impazzito che, alla fine, fa impazzire soltanto gli avversari.

    Solo che questa volta lo ha fatto qualche metro più avanti del solito, perché le caselle del centrocampo erano tutte occupate: davanti alla difesa l'esordiente Rovella (promosso pure lui) e ai suoi lati Frattesi e il sempre più imprescindibile Tonali, volto copertina dell'Italia post Europei e di nuovo a segno dopo 15 mesi e le note vicende extracalcistiche.

    Barella si è visto ovunque: dietro a Retegui, ma anche a centrocampo, spostato sulla destra a duettare con Frattesi e Di Lorenzo. Spesso con qualità. Quella qualità che ha contribuito a portare al gioco azzurro, pur in un secondo tempo di sofferenza. In una parola: promosso.

  • Pubblicità
  • LA PARTECIPAZIONE ALLO 0-1

    Barella ha lasciato lo zampino anche nell'azione dell'unico goal dell'Italia, quello che ha permesso a Tonali di vivere la propria notte magica e agli azzurri di guadagnarsi i quarti. Perché l'assist finale è stato di Di Lorenzo, ma a lanciare il compagno dopo un prezioso uno-due è stato proprio Nicolò.

    Intelligente il tocco a premiare lo scatto di Di Lorenzo, che si è portato sul fondo e ha porto a Tonali un cioccolatino solo da scartare. Anche se ci ha messo del suo De Cuyper, che con un evidente liscio ha permesso alla palla di passare e al capitano del Napoli di presentarsi in area.

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • "LUI E ROVELLA PERFETTI"

    Spalletti, del resto, se l'è aspettava già. Alla vigilia diceva di Barella che "abbiamo bisogno di un giocatore che sa legare bene il centrocampo con le ripartenze della squadra, che sa scambiare la posizione e con attitudini offensive. Nicolò ha tutto questo, così come anche altri". Aggiungendo poi che "per quello che chiedo io al trequartista lo è più Barella, Frattesi è più una mezzala".

    Quello che ha chiesto, evidentemente, Spalletti l'ha avuto. Sia da Barella che da Rovella, quest'ultimo nella posizione di play davanti alla retroguardia. Tanto da definire i due "perfetti" nella conferenza stampa andata in scena dopo la partita.

    "Sono stati perfetti. Barella è un maestro ad andarsi a prendere questa posizione dove trova gli spazi, è uno che si sa abbassare, sa palleggiare da mediano o da doppio mediano, si sa buttare oltre la linea difensiva da secondo attaccante, ha il tiro da fuori. Per me per quel ruolo è perfetto, è quello che avevo cercato prima con Pellegrini. Frattesi e Tonali mi sembrano due più da prateria, da corsa. Ma abbiamo un centrocampo fortissimo dal punto di vista della qualità, del saper fiutare dove c'è bisogno di mettersi. Lo spazio devi essere bravo a saperlo intuire".

  • CHIAMATELO JOLLY

    Barella è ormai un giocatore totale. Il classico jolly che dove lo piazzi sta. Senza protestare e senza perdere un briciolo della propria qualità. Nell'Italia, ma pure nell'Inter.

    Il sardo, che sarebbe una mezzala, è stato impiegato da Simone Inzaghi anche nel ruolo di regista. Ruolo inedito anche questo per uno come lui. E ha svolto il proprio compito con serietà, ben sapendo che in quella zolla di campo Calhanoglu è un'altra cosa ma provando al contempo a far avvertire il meno possibile la sua assenza.

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • SOLUZIONE PER IL FUTURO?

    E dunque sarà questa la soluzione per il futuro trovata da Spalletti? Barella mezzala nell'Inter e Barella seconda punta nell'Italia? L'esperimento positivo del Re Baldovino sembrerebbe suggerire una risposta affermativa.

    Uno dei dilemmi principali del ct azzurro, tra i guai vissuti a Roma da Lorenzo Pellegrini, il bassissimo minutaggio di Giacomo Raspadori a Napoli, l'inesperienza di Daniel Maldini e la "sparizione" di Federico Chiesa, era del resto proprio questo: la casella di seconda punta alle spalle di Retegui.

    Impiegare lì Barella consente anche di sfruttare al meglio il potenziale di centrocampisti a disposizione. Ovvero di far giocare assieme Frattesi, Tonali e un regista, che potrebbe essere Ricci o Rovella o lo stesso Locatelli. La strada è tracciata.

0