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Chiesa SpallettiGetty Images

C'è ancora spazio per Chiesa nell'Italia? Spalletti svela il ruolo dell'ex bianconero: "Giocherà lì"

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L'Italia vince e convince. E Federico Chiesa, nemmeno convocato al termine dell'estate calcisticamente più turbolenta della propria vita tra Europei e trasferimento al Liverpool, rimane a guardare dall'Inghilterra.

I suoi compagni di Nazionale, quasi gli stessi che in Germania hanno fatto una figura barbina, sono rinati. Hanno battuto Francia e Israele, a tratti hanno sciorinato un calcio piacevole se non addirittura eccellente, si sono guadagnati gli applausi dopo tanti fischi e altrettante critiche.

Chiesa non c'era, né a Parigi né a Budapest. Spalletti non l'ha inserito nel gruppo, in accordo con lo stesso giocatore. L'Italia se l'è cavata alla grande lo stesso, tanto che la domanda sgorga spontanea: c'è spazio per l'ex bianconero, specialmente dopo il passaggio del ct al 3-5-2?

  • PORTE APERTE

    Risposta inequivocabile: certo che c'è. Semplicemente perché Chiesa, al netto di tutte le traversie vissute negli ultimi mesi e della messa alla porta della Juventus, rimane uno dei calciatori più talentuosi del panorama italiano.

    "A Chiesa ho esposto qual era il mio pensiero - raccontava Spalletti all'inizio del ritiro per giustificare la sua mancata chiamata - e mi ha detto che con la nuova società doveva adeguarsi ai nuovi metodi di lavoro. Eravamo tutti convinti che sarebbe stato meglio che sviluppasse questi nuovi metodi di lavoro. Comunque farà parte del gruppo".

    Tradotto: già nelle convocazioni di ottobre dovrebbe comparire anche il nome di Chiesa. Sempre che l'ex juventino riesca a ritagliarsi uno spazio nella prima squadra del Liverpool, tra Luis Diaz e Momo Salah, dopo aver già fatto vedere un assaggio delle proprie qualità con l'Under 21 dei Reds.

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  • LA QUESTIONE TATTICA

    Già, ma l'Italia non gioca più con il 4-3-3 come ai tempi di Roberto Mancini. Ovvero il periodo in cui Chiesa era davvero l'uomo guida del reparto offensivo, fino a diventare protagonista della meravigliosa cavalcata verso il titolo di Wembley.

    Il commissario tecnico è cambiato, il modulo è cambiato. Anche Spalletti ha lasciato in soffitta il tridente con cui ha stravinto a Napoli in favore di un più prudente 3-5-2: l'assetto tattico dell'Inter campione d'Italia, il vestito migliore per una Nazionale meno qualitativa di altre e maggiormente bisognosa di equilibrio.

    E dunque il quesito dell'inizio si ripropone, ma in una chiave leggermente diversa: sì, Chiesa fa e farà parte del progetto di Spalletti, ma dove si collocherà nell'undici titolare dell'ex allenatore del Napoli?

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  • LE PAROLE DI SPALLETTI

    Anche di questo ha parlato lo stesso Spalletti a Budapest, nella conferenza stampa organizzata dopo la partita vinta per 2-1 contro Israele: di Chiesa, del grande assente. E del suo incastro all'interno della squadra.

    Pure in questo caso il ct non ha avuto troppi peli sulla lingua, svelando in maniera aperta il proprio piano tattico nei confronti del nuovo acquisto del Liverpool:

    "Io me lo immagino che possa giocare anche come sottopunta, più libero di andare sulle fasce. Questo 3-5-2 può essere a volte anche con una punta centrale e una punta aperta: non è detto che sia per forza con le due punte centrali. Sempre 3-5-2 è, ma un attaccante sta aperto".

  • UN RUOLO POCO GRADITO

    Chiesa, insomma, dovrà adattarsi. Proprio come si è adattato alla Juventus, che nella scorsa stagione - l'ultima sotto la guida di Massimiliano Allegri, prima dell'arrivo a Torino di Thiago Motta - ha utilizzato un 3-5-2 come modulo base.

    Nel 2023/2024 l'ex viola è partito bene in coppia con Dusan Vlahovic, segnando e fornendo assist nelle prime giornate di campionato. Poi si è un po' inceppato, di concerto con la squadra, chiudendo comunque con 9 goal e 3 assist in campionato, più un'altra realizzazione nella semifinale d'andata di Coppa Italia contro la Lazio.

    La questione fondamentale, però, è un'altra: Chiesa non ha mai apprezzato troppo il ruolo di seconda punta. Preferisce partire largo, accentrarsi, da esterno puro. Ed è proprio questo equivoco tattico ad aver caratterizzato parte delle discussioni sulla scorsa annata della Juventus.

    Un equivoco che Spalletti proverà a risolvere con una sorta di compromesso: concedendo a Chiesa la libertà assoluta di allargarsi sulle fasce, spostandosi dal centravanti di turno e permettendo gli inserimenti dei centrocampisti, come Barella o Frattesi. In un momento così delicato della sua carriera, adattarsi è ormai diventato una necessità.

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