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Giorgio SchenoneGetty Images

Chi è Giorgio Schenone, l'addetto dell'Inter ai rapporti con gli arbitri: dal legame con Rocchi al ringraziamento di Marotta

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Nell'ambito dell'inchiesta sul caso Rocchi è emerso anche il nome di Giorgio Schenone. Ovvero del club referee manager, la figura cioè incaricata di gestire le relazioni tra il club e i direttori di gara stessi.

Parlando telefonicamente con un interlocutore, come riportato da Repubblica, Rocchi si sarebbe adoperato per far arbitrare Colombo in Bologna-Inter del 20 aprile 2025, evitando invece la designazione di Doveri nell'eventuale finale di Coppa Italia e nelle ultime giornate del campionato dell'Inter. Il primo sarebbe stato considerato "gradito" ai nerazzurri, il secondo "non gradito".

Durante la conversazione sarebbe emerso proprio il nome di Schenone, il quale, è bene precisarlo, non è però indagato. Ma chi è l'addetto dell'Inter ai rapporti con gli arbitri?

  • EX GUARDALINEE E AVAR

    Schenone è un ex addetto ai lavori. Nel senso che, in una... vita precedente faceva il guardalinee e apparteneva alla sezione di Genova: ha corso su e giù con una bandierina in mano dal 1990 al 2020, e dal 2009 al 2020 ha fatto parte della CAN di A e B.

    Come ricorda la Gazzetta dello Sport, non è insolito il fatto che un club di Serie A si rivolga a un ex componente del mondo arbitrale per tenere le relazioni con i direttori di gara: gli esempi di Marco Gabriele e poi Riccardo Pinzani (Lazio) o di Riccardo Maggiani (Juventus) sono lì a testimoniarlo.

    Non solo: dal 2017 (anno in cui è stata introdotta la tecnologia in Serie A) al 2020, Schenone ha svolto anche il ruolo di AVAR.

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  • IL LEGAME CON ROCCHI

    Il legame con Rocchi nasce proprio lì, sul campo. Nel senso che sono parecchie le partite in cui i due si sono ritrovati nella stessa squadra arbitrale: il designatore nel ruolo di arbitro, Schenone in quello di assistente.

    Rocchi e Schenone hanno viaggiato spesso anche fuori dai confini italiani, per dirigere partite delle competizioni europee: il primo era infatti un arbitro Elite UEFA e spesso ha avuto proprio il secondo nel proprio team.

    I due, negli ultimi anni, hanno spesso dialogato ma da posizioni diverse: uno, appunto, da club referee manager dell'Inter e l'altro da designatore degli arbitri.

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  • COSA FA ALL'INTER

    Proprio nel 2020, l'anno in cui ha smesso di scendere in campo nelle vesti di assistente, Schenone è entrato a far parte dell'Inter per svolgere il ruolo di club referee manager. Vari i suoi compiti: spiegare alla rosa le decisioni arbitrali, analizzare gli episodi decisi dal VAR, fungere da raccordo con l'AIA.

    Lui stesso, sul proprio profilo LinkedIn, ha spiegato e snocciolato nel dettaglio quali siano le sue mansioni all'interno della società nerazzurra: sia a livello di prima squadra che del vivaio.

    "Mi occupo della formazione - ha scritto - da un punto di vista regolamentare e comportamentale dei giocatori e dello staff, con particolare riguardo della prima squadra maschile. Particolare attenzione viene posto anche al settore giovanile, sia maschile che femminile, dove organizzo incontri e laboratori di formazione".

    Non solo: dal 2022 Schenone è anche docente a chiamata per i corsi tenuti dal settore tecnico della FIGC, come il corso di addetto agli arbitri, di direttore sportivo e di team manager.

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  • IL RINGRAZIAMENTO DI MAROTTA

    Presente all'hotel Sheraton di Milano alla fine della finestra estiva di mercato 2024, il presidente dell'Inter Beppe Marotta aveva parlato così di Schenone, elogiandolo pubblicamente per gli insegnamenti ai calciatori della rosa:

    "Bisogna capire l'importanza del ruolo del dirigente - ha detto in quell'occasione, con Rocchi accanto a sé - non a caso tutte le squadre si stanno adeguando con la figura del referee manager, che ha il ruolo preciso di inculcare nella mente di tutti i tesserati il significato vero dello sport. Una volta c'era la 'Coppa disciplina', ora non c'è più. Nella passata stagione noi siamo stati la squadra con meno ammonizioni grazie al lavoro di Giorgio Schenone. Dare spazio alla comunicazione significa limitare l'ignoranza sul regolamento di gioco. Qualsiasi forma di protesta che vediamo nei campi di Serie A viene trasformata in violenza nei campi dilettantistici. L'obiettivo è educare i nostri tesserati al rispetto dell'avversario. Ringrazio Rocchi per quello che fa".

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